11 Settembre 2013

Sexy tribale da Karan

La designer parte da un foulard per modulare una silhouette vestita di veli e dal profumo etnico.

di Giampietro Baudo (New York)

Sexy tribale da Karan

«Tutto è iniziato da un foulard... un foulard che mi ha ispirato un viaggio tra maschile e femminile, tra New York e l’India, tra la città e la cultura più antica. Ho semplicemente cercato di indagare il modo in cui un pezzo di stoffa semplice potesse diventare un caposaldo del guardaroba urbano». Et voilà, ecco spiegato il mantra che ha animato l’estate di Donna Karan. Un racconto di seduzione antica, velata da una patina etnico-tribale. Un viaggio, scandito dai toni caldi della terra e dalle sfumature di blu-cielo dei continenti attraversati. Il profumo dell’India è quello dei sari, dei tessuti drappeggiati sul corpo e dei ricami finemente preziosi. Ma l’insieme ha il sapore di una power lady esotica velata di caftani, lunghe gonne a pareo e cascate geometriche di tessuto fluttuante. A punteggiare una semplicità di forme e concetto, acuti di follia: le fettucce che si rincorrono in disegni ancestrali, il pitone glossy che modula piccoli giacchini, le sete croccanti dalla mano couturosa e le camicie: nuvole aeree dalle architetture volumetriche. E poi gli accessori, nati dalla collaborazione tra la maison e una serie di artigiani scovati in tutto il mondo. Per creare talismani di ebano e metallo, scarpe dal tacco ligneo, borse intagliate come il bassorilievo di un tempio indù, hobos selvaggi e cappelli di pelle floscian da sciamano.

Giudizio. Fedele al suo mondo, Donna Karan si muove lungo binari di femminilità che conosce e porta in scena una collezione precisa per il suo mondo, da signora eighties della New York bene ammantata di fascino esotico. (riproduzione riservata)