12 Settembre 2013

Romantico rétro à la Kors

Lo stilista, alla guida di un colosso da 2,2 miliardi di dollari, mischia i 40s e i 70s e rende omaggio a «Katherine Hepburn e Lauren Hutton» in una collezione raffinata e dal fascino postbellico, tra gonne a ruota, fiorati delicati e tailoring severo

Romantico  rétro à la  Kors

Dris Day canta Dream a little dream of me con voce delicata e sensuale. E le signore, scortate dai boyfriend di turno, incedono leggiadre sul parquet di legno delicatamente sporcato d’oro. L’estate immaginata da Michael Kors è seducente e raffinata, languidamente retro e ammantata da una patina di aristocratica nonchalance, fascinosa e postbellica. «Romanticismo, questa primavera ha un flavour gentile e soffice», ha spiegato il designer Usa, alla guida di un colosso da 2,2 miliardi di dollari (circa 1,7 miliardi di euro al cambio di ieri), con una crescita del 67%, a fronte di utili netti in salita del 169%, pronti a superare i 396 milioni (circa 306,6 milioni). «Ho giocato unendo 40s e 70s... è come se Katherine Hepburn incontrasse Lauren Hutton. Due mondi di femminilità uniti da un gioco di seduzione flirty». Giocosamente raffinata negli orli a ruota delle gonne. Delicatamente provocante negli chemisier di seta o nelle camicie velo. Elegantemente lussuosa nelle piccole stole di visione e nelle pelliccette di marabu nuvola. In scena piccoli bouquet campestri ricamati sulla seta, crochet rustici per giacchine e abitini, bustier e hot-pants decorati in rilievo. A interrompere una sinfonia di tabacco e cuoio, fiorati di matrice Hawaii, lussuose T-shirt di pitone e lunghe mise da sera, sagomate e costruite seguendo la costruzione del beachwear da madame. Senza dimenticare il tailoring, precisissimo e altero, per i trench appoggiati sulle spalle, le giacchine severe e i chinos ripensati. Ai piedi zeppe post belliche in prezioso rettile («Sono stanco di girare per New York e vedere donne con ai piedi un paio di flip flop... non sono eleganti»). E in mano pochette dalla costruzione morbida («Perfette per la spiaggia come per una serata raffinata»). In passerella anche il menswear che e’: «Un ibrido tra Ryan Goslin, David Bowie e Cary Grant», nei suoi completi a doppio petto dalle spalle imponenti e dal pantalone ampio.

Giudizio. Kors, stagione dopo stagione, sta diventando un simbolo di New York, al pari dell’Empire state building o della mela addentata che troneggia sulle T-shirt souvenir. Porta in scena una collezione perfetta per le signore di Park avenue e per le galleriste di Chelsea, per le cool girl di Soho e per le power lady del financial district. Il prodotto è ben fatto, gli accessori ammaliano e il look d’insieme, anche se molto diverso dal solito, respira l’oggi. Che ha voglia di una femminilità meno sfacciata e più bourgeois, vagamente rétro. (riproduzione riservata)