13 Settembre 2013

La rivoluzione di Krakoff

Fresco di un nuovo azionariato, lo stilista porta in scena una primavera clean con tocchi active.

di Giampietro Baudo (New York)

La rivoluzione di Krakoff

Leggerezza. Strutturata, geometrica, severa e con acuti sport-tecnici ma sicuramente leggerezza. Reed Krakoff, nella stagione della svolta, porta in scena una collezione clean e precisa. Il brand, valutato 50 milioni dollari e fresco dell’arrivo di nel capitale di Mark Ein, Mitch Rales e di una serie di fondi gestiti da T. Rowe Price (lo stilista manterrà comunque la quota di maggioranza, ndr), si muove lungo i binari che conosce. Pale rose effetto nudo, in quella sfumatura da biancheria d’antan. Per gonne fluide e plissettature scomposte, per sete ultralight e forme minime. E poi quadrati di seta e giochi di lucido/opaco come decoro. Acuti cromatici di giallo lime. Intarsi di pitone e voile. Texture di reticoli da sportwear in bianco assoluto. Armature di pelle martellata. Colate di verde oliva pallido e una sola decorazione: rami di edera che salgono sul corpo. Conquistano gli accessori: bag di rettile mat in giallo lime e shoes di carattere, sandali bicolor con inserti flui e décolleté bagnate nell’argento space.

Giudizio. Krakoff è il paladino di quel nuovo mondo minimal-cool che da sempre trionfa a New York. E in poche stagioni il marchio dell’ex designer di Coach è stato capace di imporsi come un player di primo piano in questo segmento. Non resta che aspettare il progetto dei nuovi azionisti, desiderosi di far volare un brand che a oggi è senza debiti, ma con costi operativi per circa 30 milioni di dollari e con un fatturato generato al 70% dalle borse. (riproduzione riservata)