13 Settembre 2013

Pre-raffaeliti hippy da anna sui

La mostra alla Tate modern ma anche Biba e Zhandra Rhodes

di Giampietro Baudo (New York)

Pre-raffaeliti hippy da anna sui

I pre-raffaeliti e gli hippy, mixati in un cocktail sui generis. Anna Sui spazia tra epoche e mondi differenti per tratteggiare la sua primavera-estate. Partita dalla Tate-modern di Londra, davanti a un’opera; quella di Edward-Burne-Jones acquistata, con una mossa a sorpresa, da Jimmy Page. Finita in una festa 70s, lisergica al punto giusto come suggerisce il paesaggio a fondo show. Con un omaggio a Biba e a Zhandra Rhodes. Ma anche con elementi da party love and peace. In passerella un carosello di cultura anni 70. Il puzzle si compone tra tracce di etniche di Tibet, ricordi di India ed echi mongoli. Ma i frammenti di cultura beat si uniscono agli imprimé art décò, alle coroncine da ninfetta di Erté, alle colate di pizzo dorato e ai gioielli evocativi: medaglioni di ossidania e grandi ciondoli a farfalla, nati dalla collaborazione con Erickson Beamon. Lurex leggeri intessuti d’oro lasciano il posto a paisley e broccati preziosi, bisacce e calzari da pellegrino si portano con velluti devoré o screziati, scelti come dress code anche di lui. E vestaglie da sciamana si sposano con fluttuanti abiti, da party a Goa.

Giudizio. Anna Sui conosce bene il mondo in cui si muove e lo coccola con una collezione che profuma di vintage (forse un po’ troppo) ma ricca di singoli pezzi perfetti per la sua clientela up to date. E per soddisfare i palati maschili, sfodera un menswear cresciuto e rinforzato, che si muove nella stessa direzione del womenswear. Con buona pace del giro d’affari (riproduzione riservata)