13 Settembre 2013

Shows

di Giampietro Baudo (New York)

Shows

Sherman arriva da Edun

Gioca sulle righe, i triangoli e i grafismi optical a contrasto la prima collezione di Edun disegnata dal neodirettore creativo Danielle Sherman, successore di Sharon Wauchob. E la femminilità del marchio di Lvmh decolla, trova una sua dimensione e sceglie capi proper e dalla mano lussuosa, abbandonando quell’eterna patina di accozzaglia vintage del passato. L’uso dei pellami è magistrale, come quello dei volumi a sbalzo, incastrati in look sagomati, come giochi di costruzioni lego. Nuovo elemento è un sapore ascetico, fatto di completi tibetani in totale bianco, nero e arancio, per una nuova rilassatezza.

Giudizio. Meno cool ma più concreta, la cura Sherman fa svoltare il marchio fondato da Bono Vox e Ali Hewson. E resta la connotazione eco ed equosolidale, per dimostrare finalmente in maniera concreta che anche lo stile può essere sostenibile.

East village girls da Dkny

Denim vissuto, felpa con cappuccio e camicia bianca da scolaretta dell’Upper side pentita. La ragazzina Dkny ha il look e le fattezze di Cara Delevigne, modella feticcio delle ultime stagioni e protagonista anche dello spot del marchio mandato ossessivamente in onda nei taxi della Grande mela. Una easy way to wear completata da trench leggeri, bomberini impermeabili con stampe paisley e cappellini da baseball abbinati alle salopette infestate di gagliardetti della strada. Con tanto di branding in vista, ritornato super-cool tra i giovani della Grande mela e indossato anche dalla cantante Rita Ora a chiudere lo show.

Giudizio. L’etichetta di Lvmh continua il suo percorso di ringiovanimento della sua attitude iniziato da un paio di stagioni. I singoli pezzi solo piacevoli e il look concreto di insieme convince gli adepti di un marchio young oriented.

Minimal by Porsche design

Prima sfilata in assoluto per il ready-to-wear di Porsche design, etichetta fondata dalla famiglia che dà il nome alla famosa casa automobilistica. Digitalismo e minimalismo sono le parole chiave della moda immaginata da Thomas Steinbruck, direttore creativo con un passato da Dior negli anni della direzione creativa affidata a Gianfranco Ferré. Un him and her pronto a muoversi tra l’assolutismo del bianco e nero e dei tagli strutturati. Abiti e bomber spigolosi si alternano a pantaloni netti e geometrie asettiche. Come a rubare lo skyline di Manhattan.

Giudizio. Progetto ambizioso quello del marchio pronto a tagliare il nastro a uno store a Milano entro la primavera 2014 e a debuttare con l’uomo durante le prossime edizioni di Milano moda uomo. I singoli pezzi sono molto high-end ma il risultato non cattura l’attenzione e l’immaginazione. Detto ciò, per essere un debutto assoluto, lo show nel suo insieme resta una buona prova. (riproduzione riservata)