28 Gennaio 2014

Events

di Pagine a cura di Michela Zio (Roma)

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Room service porta in scena 12 talenti

Dodici talenti della nouvelle vague romana occupano altrettante stanze del secondo piano del Rome Marriot grand hotel Flora di Via Veneto. Un albergo storico della capitale che sta diventando il vivacissimo fulcro di una Roma moderna. Capace di esprimere la sua internazionalità non più con i protagonisti del cinema, ma con un mondo di giovani creativi che hanno fatto proprio del Flora il loro headquarter. Tra gioielli, profumi, abiti e accessori, la rassegna Room service, rassegna ideata da Simonetta Gianfelici (nella foto al centro insieme ai giovani designer), talent scout di AltaRoma, è uno degli appuntamenti clou per i buyer presenti a Roma. Tra le stanze più visitate quella della designer Flavia La Rocca che nel 2011 ha varato il suo brand Flavialarocca, apprezzato dagli addetti ai lavori per il suo plus: la modularità dei pezzi, assemblati con zip nascoste che permettono più combinazioni da utilizzare secondo le esigenze e le occasioni d’uso. Originale l’idea della cappa-e-basta di un’altra romana, Maria Federica Bachiddu che reinterpreta l’iconico capospalla mescolando tweed, flanelle e feltri alla seta effetto vintage dai colori squillanti degli interni. Ed è di Roma anche Elena Longhi che ha creato le borse Ninael, realizzate artigianalmente nei laboratori dell’Urbe, o Cecilia Capuano, che vive e lavora in un convento del XVI secolo nei pressi del Colosseo, bravissima nella tecnica della cera persa con la quale forgia straordinari gioielli in oro o in argento. Entusiasta dell’accoglienza di AltaRoma e del successo riscontrato nella Capitale, il milanese Alberto Zambelli, vincitore dell’edizione 2007 del Fashion incubator della Cnmi-Camera nazionale della moda italiana, che presenta una preview della collezione a-i 2014/15, semplice, ma molto curata nei dettagli. Cominciando dai ricami, fiore all’occhiello di un brand.

Dialogo deluxe da A.I.

I costumi dei film cult di Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini o di Peter Brook. Ma anche gli abiti vintage delle grandi firme internazionali e non solo. Sono questi i protagonisti di un evento speciale organizzato da A.I. Artisanal Intelligence nella storica Sartoria Farani . Che ha ospitato anche otto giovani creativi dell’onda artigianale cavalcata da AltaRoma. Nel laboratorio di Luigi Piccolo, erede del fondatore Piero Farani, tra abiti di scena e mise firmate Balmain, Balenciaga, Dior ed Emilio Pucci, in scena Mirko di Brandimarte, Fabrizio Talia, Silvia Massacesi, Thomasine Barnekow, Hh, Rui Duarte, Augustin Teboul e Luca Crus Salvati che hanno presentato abiti, accessori e piccoli capolavori, formando un suggestivo contrasto tra l’arte del fare di ieri e l’artigianato di oggi. Espresso con un guizzo di contemporanea, e convincente, creatività.

Ied nella galleria degli specchi

Con un’installazione nella galleria Il Ponte contemporanea, l’istituto Ied Moda di Roma punta su sperimentazione e creatività in una mostra nella quale l’abito dialoga con il gioiello e con l’accessorio. Diciotto le opere create dagli studenti dell’istituto capitolino per l’evento inserito nel calendario di AltaRoma, articolato in un gioco di specchi e di luci che replicano all’infinito la suggestione dei singoli oggetti esposti, visibili contemporaneamente da diverse angolazioni . Due i temi trattati: da una parte lo studio dei volumi nei capispalla, negli abiti costruiti, nelle gonne fatte di mille sovrapposizioni. Dall’altra uno stile dark-cyber, con capi di ispirazione futurista. Per una sperimentazione che fa sognare.

Asvoff premia tre registi doc

Asvoff-A Shaded view on fashion film, la rassegna di corti cinematografici dedicati alla moda che ha visto come speciale madrina l’attrice Isabella Ferrari ha proclamato i tre vincitori del contest Let Bulgari dazzle your senses, lanciato da AltaRoma e Bulgari. The Color of My Life di Vincent Gagliostro si è aggiudicato il Grand prize, Notre Amour di Franck Glenisson ha vinto per la migliore art direction e State of Flux di Karine Laval si è aggiudicato il Jury prize. A decretare i vincitori una giuria guidata da Diane Pernet , ideatrice del progetto e Silvia Venturini Fendi, presidente di AltaRoma. «Per la prima volta un personaggio dell’avanguardia internazionale come Diane Pernet che ha dedicato la sua vita allo scouting», ha detto Venturini Fendi «si è incontrato con Bulgari, producendo un risultato sorprendente. AltaRoma crea questi contrasti inaspettati per rinnovare la tradizione nella contemporaneità».

Le eccellenze del Salon de la mode

Trae ispirazione da quel 600esco Salon de la mode che la marchesa di Rambouillet organizzava a casa sua per prendere le distanze dalla rozzezza della corte di Enrico IV, un piccolo ma speciale evento nell’evento al Boscolo palace hotel di Via Veneto. Ideato da Gabriella Chiarappa ed Emilio Sturla Furnò, il très petit salon capitolino ha portato alla ribalta nomi storici dell’alta sartorialità dell’Urbe come Luca Litrico e una manciata di giovani creativi, nati e cresciuti sotto la buona stella del recycled come Ludovica Cirillo. Che con le sue minaudière chiuse da fermagli e fatte con i tasti di un vecchio pc sta ottenendo successi anche sul mercato russo. «Abbiamo avuto richiesta di pezzi speciali realizzati in oro, ma sempre con le lettere della tastiera incastonate», ha detto la giovane creatrice del marchio ByLudo . Anche Luca Litrico, nipote di Angelo Litrico ovvero del sarto romano del jet set internazionale che vestiva, tra gli altri, pure John Fitzgerald Kennedy (lo smoking fatto per il presidente degli Usa ucciso a Dallas nel 1963 è tra i capi scelti per la mostra «The glamour of italian fashion» di prossima apertura al Victoria & Albert museum di Londra), punta ai mercati esteri. «Ho due atelier a Mosca e in Arzebaijan, ma continuo il mio su misura anche a Tokyo e negli Stati Uniti. In Italia? Mi rimangono due soli clienti», ha spiegato il giovane designer. (riproduzione riservata)