22 Ottobre 2014

Borbonese sponsor d’arte punta sull’home fashion

Il brand di pelletteria promuove la mostra di design che si apre domani a Torino e intanto accelera su mobile e tessile-casa. Ma anche sul retail e sull’uomo, come spiega l’ad Di Nuccio. Angelo Ruggeri (Torino)

di Chiara Bottoni

Borbonese sponsor d’arte punta sull’home fashion
Una borsa Borbonese

Borbonese conferma la sua passione per l’arte e il design. Il marchio di pelletteria piemontese promuove la mostra «Martino Gamper: design is a state of mind», che inaugurerà domani presso la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino, dopo il successo del progetto dedicato a Jean Prouvé dell’anno scorso. Il percorso artistico, in scena fino al 22 febbraio 2015, a cura del designer Martino Gamper, presenta una collezione di librerie e mobili che narrano la storia del design dagli anni 30 a oggi, variando dai classici della storia del design ai pezzi unici, dal design industriale a quello funzionale. Borbonese, che ha concluso il 2013 con un fatturato pari a 26,5 milioni di euro, estende così la sua sensibilità per la moda anche al mondo del design e si prepara a concludere l’anno con nuovi progetti dedicati alle calzature, oltre al rafforzamento della linea casa. Come ha spiegato a MFF Giuseppe Di Nuccio, ad del marchio, in questo intervista.

Da cosa è rappresentato il core business di Borbonese oggi?

L’85% delle vendite è rappresentato dal mondo della pelletteria, l’8% dalle calzature e il restante dal ready-to-wear e dalle licenze. Queste ultime sono state inserite poco più di un anno fa: infatti, abbiamo siglato nuove partnership con aziende, creando il nuovo concetto di «global living», che comprende prodotti per la casa, tessili e anche ceramiche.

Quali sono state le principali novità del 2014?

A marzo abbiamo inaugurato con successo l’e-commerce e internalizzato la licenza produttrice dei capispalla di pelle, per avere un controllo più efficace sull’intera filiera. Vorremmo concludere l’anno raggiungendo i 30 milioni di euro di fatturato e, secondo le ultime previsioni economiche, l’obiettivo è sempre più vicino.

Come sono ripartite i ricavi?

Oggi l’85% delle vendite avviene in Italia, l’11% in Giappone, grazie all’apertura di 12 punti vendita, tra corner e shop in shop che a fine 2014 saranno 15, e il 4% in Russia, Svizzera e Germania. Il prossimo step sarà l’entrata nel mercato americano, che già quest’anno abbiamo iniziato a esplorare.

I progetti per il 2015?

Vorremmo accelerare nel business della casa e dell’arredo: presentare non più solo un’unica collezione all’anno, ma aggiungendo più presentazioni, dilazionate nel tempo. Per questo, saremo presenti, in aprile, anche al Salone del mobile di Milano con un progetto esclusivo. In seguito, vorremmo continuare a rafforzare la partnership che abbiamo stretto con un’azienda di calzature marchigiana, per consolidare le vendite. Stesso obiettivo anche per la pelletteria maschile (borse), categoria sempre più richiesta dal nostro consumatore, che deve risultare pratica e funzionale.