16 Giugno 2015

Moschino a tutto divertimento con Jeremy Scott

Il marchio di Aeffe, portato a nuova vita dal designer Usa, torna in Italia dopo la pausa di London collection: men e si prepara a uno show ultra pop. «Mi piace giocare con moltissimi dei codici riconoscibili di Franco Moschino, rendendoli attuali e rilevanti per il pubblico di oggi», ha spiegato a MFF.

di Fabio Maria Damato

Moschino a tutto divertimento con Jeremy Scott
In anteprima per MFF, un look Moschino spring-summer 2016

Dopo due stagioni passate alla London collections:Men, lo show uomo di Moschino by Jeremy Scott sbarca per la prima volta in Italia, e a Firenze arriva in qualità di menswear guest designer di Pitti immagine uomo con le proposte per la primavera-estate 2016. La sfilata e il relativo after party sono schedulati per giovedì sera presso Palazzo Corsini al Parione, e ci si aspetta un super evento pop in tipico stile Scott. Come ha anticipato a MFF il direttore creativo del marchio di casa Aeffe.

Come mai, dopo due stagioni passate a presentare la sua collezione maschile a Londra, ha scelto proprio Pitti per il debutto in Italia?

Diversi mesi fa gli organizzatori della manifestazione fiorentina ci hanno invitato in qualità di guest menswear designer e io ho subito pensato che non potevo rifiutare.

Dobbiamo aspettarci una presentazione diversa dal solito per la sfilata presso palazzo Corsini al Parione?

Sarà una canonica sfilata in perfetto stile Moschino. Non ci sarà nessuna performance particolare durante la presentazione perché sono fermamente convinto che l’excitement deve arrivare semplicemente dai vestiti proposti in passerella. In generale, quando inizio a pensare a tutti i miei show, sia per Moschino che per la mia linea, voglio che il messaggio sia chiaro: divertimento. Credo sia questo che vuole il mio audience e questo è quello che troveranno anche a Firenze.

In molti attribuiscono questa nuova energia positiva della fashion week milanese anche al suo arrivo in città. Cosa ne pensa?

Wow, grazie mille. Sono veramente molto felice di portare il mio estro creativo a Milano e far sorridere non solo chi partecipa agli show di Moschino.

Come avviene il dialogo creativo tra la moda di Franco Moschino e la sua visione creativa?

Tutto quello che finisce in passerella credo sia il risultato di un incontro tra i due mondi. Mi piace giocare con moltissimi dei codici riconoscibili di Moschino rendendoli attuali e rilevanti per il pubblico di oggi. Siamo in un momento storico incredibilmente più globalizzato rispetto a 30 anni fa, quando Franco ha immaginato la sua fashion house, e in particolare l’America possiede molte icone in qualche modo riconosciute in tutto il mondo e con le quali continuo a creare, pur avendo tutte a loro modo una connessione con l’italianità del marchio.

Lei è crede molto nella comunicazione virale via social network... Questi nuovi mezzi hanno in qualche modo soppiantato il vecchio concetto di editoria?

Assolutamente no. I social media sono un modo per parlare direttamente a un pubblico ben preciso, e io amo questo tipo di comunicazione. Allo stesso tempo amo i magazine e i fotografi di un certo profilo, anche se è vero che quando condividi una qualche informazione online sarà vista da molte più persone rispetto ai printed magazine. Ma nel mondo moderno della moda credo servano entrambi i mezzi di comunicazione.

Quali sono le novità retail legate a Moschino?

Stiamo per aprire un divertentissimo store a New York nel quartiere di SoHo. Siamo anche molto contenti della seconda boutique Moschino a due passi da piazza Gae Aulenti a Milano, dopo il nuovissimo flagship di Los Angeles. Pensando al futuro, invece, mi piacerebbe avere uno store dedicato al mondo Moschino a Honolulu, nelle Hawaii. (riproduzione riservata)