29 Settembre 2015

John Richmond e il fashion kaleidoscope

Lo stilista rilegge icone del passato in chiave audace, scommettendo su imprimé e su sexy trasparenze

di Giulia Sciola

John Richmond e il fashion kaleidoscope

Vocazione alla sensualità e influenze art-décò. John Richmond dà corpo a una moda dove si mescolano, senza troppa serietà, stili ed epoche, dagli anni 20 agli anni 60, attingendo solo da quello che più attrae e colpisce il suo immaginario. La primavera-estate 2016 dello stilista di Manchester è un caleidoscopio di stampe, geometrie tinta unita con pennellate di colore, decorazioni di perline tono su tono oppure in bianco e nero, che a tratti si scostano dalla cifra stilistica della street culture. Il mantra è l’audacia, per outfit che lasciano poco all’immaginazione: canotte e camicette in tulle e organza, abiti lunghi e impalpabili con spacchi vertiginosi, jeans con ricami hippie chic e pantaloni in rete nera. «Pur guardando al passato, questa collezione è un vero e proprio passo verso l’ignoto. Ci sono sì i trend di stagione, su tutti le trasparenze, ma elevati all’ennesima potenza. Richmond vuole essere sinonimo di sensualità e irriverenza e vive di uno scambio biunivoco con il mondo della musica», ha spiegato a MFF il designer, che oltre al contrasto bianco-nero sceglie il rosa pallido, il verde pistacchio, il blu vivo e i giallo canarino. «Per il mercato italiano è ancora un momento difficile, ma il brand ha un grosso potenziale di crescita nel mercato sudamericano, in Medio Oriente, in Cina, in Olanda e gran parte del Nord Europa. Tra poche settimane inaugureremo il nostro primo store a Riyad, in Arabia Saudita, dove le collezioni uomo e donna beneficeranno di uno spazio espositivo di oltre 400 metri quadri», ha poi raccontato a MFF Saverio Moschillo, numero uno della griffe, alla guida del business.

Giudizio. John Richmond riscrive le regole della seduzione, cavalcando il trend delle trasparenze. Porta in passerella una caleidoscopio accecante di seduzione e influenze musicali, con le faccette di David Bowie pronte a occhieggiare tra le stampe décò. E soprattutto sfodera, nascosto tra tanti coup de théatre una serie di pezzi facili e svelti destinati al sold out. (riproduzione riservata)