22 Aprile 2016

Il fashion punta sull’innovazione dei processi 3d

Alla VI edizione di It4fashion le soluzioni adottate dai brand, da Under armour a Dainese

di Andrea Guolo (Firenze)

Il fashion punta sull’innovazione dei processi 3d
Un’immagine Under armour

L’attenzione spasmodica per il time-to-market, unita alla necessità di tagliare costi e aumentare l’efficienza dei processi, spinge la moda ad adottare tecnologie sempre più sofisticate. Le nuove frontiere delle It-Innovation technology sono state illustrate a Firenze durante la sesta edizione di It4fashion, che si chiude oggi all’ex Manifattura tabacchi. La prototipazione 3D è una realtà consolidata per i brand, che l’hanno sposata per due principali ragioni: beneficio economico, misurato in tempi e costi, e possibilità di intervenire in corso d’opera, correggendo errori e migliorando l’outfit del capo. «La virtualizzazione», ha affermato Rinaldo Rinaldi, direttore del laboratorio Logislab dell’università degli Studi di Firenze e organizzatore dell’evento, «risponde alla necessità di accelerare i processi che vanno dallo sviluppo prodotto fino alla gestione della campagna vendita. L’azienda può limitarsi alla realizzazione fisica di un solo campione, declinando in maniera virtuale tutte le varie colorazioni e applicazioni di materiali, fino al bespoke. Al risparmio di costi e tempi si abbina il plus della sostenibilità, perché i campioni virtuali non devono viaggiare per strada». Sul palco dell’evento si sono alternati gli speaker in rappresentanza di molti brand del fashion system. L’intervento di Jami Dunbar, vice presidente del design tecnico e sviluppo prodotto in Under Armour, si è focalizzato sul ricorso alla tecnologia 3D, utilizzando le soluzioni di Optitex (che serve anche, tra gli altri, il gruppo Armani e Roberto Cavalli), per migliorare l’outfit degli atleti che vestono le creazioni del gruppo di Baltimora, i cui laboratori effettuano una vera e propria scansione del corpo dei testimonial e adattano, tramite appositi software, i capi d’abbigliamento sulla base della struttura fisica, correggendo eventuali attriti o aderenze. «Abbiamo capitalizzato l’offerta tridimensionale di Optitex per dare ai nostri atleti un profilo d’innovazione, e siamo solo all’inizio», ha dichiarato a MFF Durban. Dainese ha scelto Clo3D per rivoluzionare il workflow tradizionale di design e prototipia per le sue tute da moto e capi d’abbigliamento sportivo. «Abbiamo ottenuto più qualità e controllo, riducendo tempi e costi. Puntiamo a sviluppare tutte le collezioni con questo sistema», ha annunciato l’azienda vicentina. La digitalizzazione viene applicata con successo anche nelle fasi produttive, con esempi documentati da Bulgari e Bottega veneta per la pelletteria, e nella logistica, con i casi di Ermenegildo Zegna e Canali. L’ultima frontiera di applicazione delle It è il retail, dove la tecnologia punta a monitorare i comportamenti d’acquisto dei clienti finali. (riproduzione riservata)