24 Giugno 2016

Montblanc rilancia negli accessori

Il brand svela la collezione prodotta nel nuovo stabilimento di Scandicci, puntando sulla funzionalità: «È il nostro valore intrinseco... Bisogna sempre mirare all’uso, che è l’espressione della modernità», ha detto il ceo Jerôme Lambert.

di Silvia Manzoni (Parigi)

Montblanc rilancia negli accessori
Alcune bag Montblanc e la soiré-evento

Montblanc sceglie Parigi e una serata festiva in una galleria d’arte del Marais per svelare la sua nuova collezione di pelletteria, Urban spirit, prodotta nello stabilimento di Scandicci (Firenze) da poco ampliato, esempio dello spirito artigianale che da sempre anima la maison. Davanti a celebrities internazionali, tra cui l’ambassador del brand Luca Argentero, la maison ha messo in scena 22 accessori di cuoio piccoli e grandi, tra i quali porta-documenti, borse per il lavoro e il week-end, zaini con protezione anti-pioggia incorporati e due modelli di casco progettati in partenariato con Bmw. Tutti in una classica pelle nera ad effetto ciré, grazie a un particolare trattamento, che ragala alla collezione un’eleganza atemporale e uno stile cittadino destinato a durare nel tempo. «È quello che volevamo: non essere vittime delle mode passeggere», ha spiegato in questa intervista a MFF il direttore generale Jerôme Lambert, da tre anni ceo internazionale del brand. «Per noi invece il punto di partenza è la materia, che dev’essere straordinaria ed il fatto di avere le nostre equipe a Firenze è una fonte infinita di creatività e di nuove idee. L’eccellenza dei materiali fa parte da sempre del dna di Montblanc, perchè permette di trasmettere l’oggetto alle generazioni future», ha aggiunto. «Ma se si vuole qualcosa di ancora più originale o che rispecchi un determinato mood, Montblanc offre una serie di personalizzazioni (a Parigi era presente Nicolas Ouchenir che ha decorato con elementi di street art, ndr)».

Una collezione che corteggia un pubblico nuovo...

In un certo senso, ma è la società che è cambiata. Non ci si muove più come vent’anni fa, quando la giornata di lavoro era scandita da spostamenti codificati: la macchina-l’ufficio-la casa. Oggi l’auto personale si usa sempre meno, i mezzi di trasporto si combinano, la città ha imposto nuovi tipi di mobilità e di conseguenza sono necessari accessori che si adattino a questa urban life. Abbiamo dunque introdotto tutta una serie di elementi pratici in funzione di questa trasformazione.

La funzionalità diventa dunque l’elemento caratterizzante dell’offerta Montblanc?

È il nostro valore intrinseco. È proprio la nostra origine di fabbricanti di oggetti di scrittura che ce l’ha insegnato: bisogna sempre mirare alla funzionalità, che è l’espressione della modernità.

Che posto occupa la pelletteria nel fatturato di Montblanc?

Il 25%, ma è il settore che ha registrato la più forte progressione e che si è sviluppato di più. Il 40% resta ancorato alla scrittura e il 25% all’orologeria. I gioielli sono la porzione restante. In Italia fatturiamo soprattutto con la pelletteria, in Germania o negli Usa con le nostre penne. Sappiamo che i tre settori convergeranno nel futuro ripartendosi più equamente le vendite, anche perchè stiamo sviluppando nuove partnership distributive con concept store. È il concetto della locomotiva: preferiamo averne quattro piuttosto che una seguita da quattro vagoni.

Lei parla di lusso maschile; è vero che l’immagine di Montblanc resta ancora molto legata all’uomo?

Non è un posizionamento imposto, l’importante è di esprimere la dinamica e la forza della creatività senza alcuna rigidità. È una questione di intensità. Una versatilità che permette di giocare con i codici, flessibile, in movimento.

Nel mondo d’oggi si scrive sempre meno. Ne risentite nelle vendite delle vostre celebri penne?

Assolutamente no. La spiegazione è semplice: nel mondo odierno che tende alla dematerializzazione, si ha voglia di lasciare delle tracce. L’uomo ama lasciare una sua impronta tangibile e la numerizzazione lo impedisce. Così tutti si portando dietro i propri quadernetti dove scrivere, prendere appunti, espimersi. (riproduzione riservata)