30 Luglio 2016

Giorgio Armani crea la sua Fondazione

Lo stilista imprenditore ha ufficializzato ieri la costituzione di una realtà, nata per: «Realizzare progetti di utilità pubblica e sociale», che assicurerà nel tempo che «gli assetti di governo si mantengano stabili», in nome della continuità

di Chiara Bottoni

Giorgio Armani crea la sua Fondazione

Giorgio Armani mette al sicuro il futuro finanziario della sua società, pronunciandosi ufficialmente su un tema che da tempo è oggetto di rumors e speculazioni. Con un comunicato diffuso nella mattinata di ieri, lo stilista imprenditore ha infatti confermato la costituzione della Fondazione Giorgio Armani. Una realtà, già emersa in passato come possibile evoluzione del gruppo (vedere MFF del 1° giugno 2012), che nasce: «Per realizzare progetti di utilità pubblica e sociale», ha dichiarato il designer, ma che avrà parallelamente la funzione di: «assicurare nel tempo che gli assetti di governo del gruppo Armani si mantengano stabili, rispettosi e coerenti con alcuni principi che mi stanno particolarmente a cuore e che da sempre ispirano la mia attività di designer ed imprenditore». Principi che si identificano in: «autonomia e indipendenza, un approccio etico alla gestione con integrità e correttezza, un’attenzione all’innovazione e all’eccellenza, priorità assoluta allo sviluppo continuo del marchio Armani sostenuto da adeguati investimenti, una gestione finanziaria prudente ed equilibrata, un limitato ricorso all’indebitamento e un cauto approccio alle acquisizioni». Affermazioni che aiutano a fare chiarezza sulla questione nodale relativa a una continuità imprenditoriale del gruppo, come sottolineato da Armani nel prosieguo della nota: «Con questa scelta all’insegna della continuità, garantita dalla Fondazione e dai miei eredi, voglio innanzitutto rassicurare tutte le persone del gruppo Armani che lavorano con lealtà e passione confidando sempre nella mia persona e al contempo tutti coloro che hanno contribuito al pluriennale successo dell’azienda e per i quali avrò sempre una sincera gratitudine». Le dichiarazioni contenute in queste righe spazzano quindi via l’ipotesi di cessioni a soggetti finanziari (per lungo tempo si era parlato di un interesse di l’Oréal, partner di Armani nel redditizio business del beauty, come potenziale acquirente della società) e anche quella di fusioni con altre realtà. Tutto ciò in nome della prosecuzione di un percorso tracciato dallo stesso Armani sin dal 1975, anno di fondazione di un’azienda, diventata un business da 2,6 miliardi di euro di ricavi consolidati 2015 (+4,5%), e difeso strenuamente nel tempo. Attualmente nel cda del gruppo, guidato dal direttore generale Livio Proli, figurano la sorella Rosanna Armani e suo figlio Andrea Camerana, la nipote Silvana Armani e Roberta Armani, che segue il versante celebrities internazionali. Ma c’è un’altra questione, oggetto di altrettanto interesse, relativa al futuro dell’azienda. Ovvero quella relativa a quale sarà la successione creativa. Nel 2012, appunto, quando la stampa aveva riferito del percorso avviato per costituire la Fondazione, Armani si era pronunciato in questo modo: «In questo momento siamo stilisticamente forti, strutturati con uno staff grande e composito». Una cosa però è certa. Che chiunque sarà il nominato avrà l’arduo compito di proseguire nel percorso tracciato da un designer che è stato capace di definire uno stile inconfondibile e scrivere un capitolo importante nel mondo della moda. (riproduzione riservata)