22 Settembre 2016

La valle delle bambole di Gucci

Richiami oriental, iper silhouette, volant grafici, perle e un diluvio di ricami per le silhouette allungate e aeree immaginate da Alessandro Michele Con uno sguardo a Florence Welch e al mood cinematografico stile Tim Burton

di Stefano Roncato

La valle delle bambole di Gucci

Una nuvola rosa avvolge la sala di Gucci. Ma niente di troppo sweet. Il fumo soffuso che ammorbidisce i tratti, le 250 mila tessere pink a mosaico con un tocco di glamour lisergico. Con un allure un po’ gotico e noir. Quelle silhouette allungate alla Tim Burton e volutamente costruite con il linguaggio di un’anima onnivora, assetata di essere e apparire. In una fairy tale sfaccettata come una disco ball scelta da Alessandro Michele per raccontare la prossima estate della doppia G. Con quella carica ipervisiva cara al designer. Materia e volume si espandono, ricami d’antan e pelle spalmata, citazioni seventies ed extreme 80, fogge di animali, perle sui mocassini taccati, ciabatte dal platform ad altare. Il colore è il nuovo master. Le grafiche riproducono le illustrazioni dell’artista JaydeFish, scoperto da Alessandro Michele su Instagram. Volant sulle silhouette aeree degli abiti lunghi e multistrato, si mescolano con citazioni orientali e stampe manifesto. Mixano scritte come «Hollywood» o «cemetery» sulla vita di un abito, «future» punkeggiante su una borsa. Il sogno della fama, della notorietà a braccetto con la sensazione della caducità delle cose. Pensieri da scacciare con un colpo di quei ventagli che si portano a chiudere i look. È una valle delle bambole in stile doppia G. Una Gucciwood che si muove ascoltando le parole suadenti di Florence Welch, che nella colonna sonora recita un poema di William Blake. E alla mente viene anche una frase. Un messaggio d’amore, la scritta lasciata su un monumento celebre: Wish that you were here. È la canzone di Miss Peregrine-La casa dei ragazzi speciali, pellicola targata 2016 di Tim Burton. A cantarla è sempre lei, Florence Welch. Aleggia nel sound ed è esteticamente vicina al mood dello show. Chiude un cerchio, essere, apparire.

Giudizio. Bella prova per Alessandro Michele che regala a Milano un nuovo show to remember. La sua formula ha passione, sentimento. Si muove su strade del cuore. Va nella direzione giusta, crea desiderio. (riproduzione riservata)