23 Settembre 2016

Past forward firmato Prada

«È un’eleganza un po’ sbagliata, riportata all’oggi e a tutte le sue contraddizioni, al bello, al brutto». Così Miuccia Prada ha spiegato la sua rilettura estetica di una femminilità grafica e ipervisiva. Tra piumette leggere, velcro per strizzare le silhouette, pigiami oriental e dettagli tecnici. Very manga-bourgeois

di Stefano Roncato

Past forward firmato Prada

Le donne che si muovono sugli schermi sembrano congiungersi alle girls che calcano la passerella in quella struttura metallica sospesa. Un cast di visi diversi, new face e über models, pigiami dal taglio oriental, piumette di struzzo sulle stole, sul bordo delle gonne, sulle scarpe basse. È una femme reunion, quella portata in scena da Prada nello show e in quel video proiettato nella sala. È un frammento di Past forward, il cortometraggio realizzato da David O. Russell in collaborazione con Miuccia Prada che verrà presentato il prossimo novembre a Los Angeles. E la collezione sembra raccontare di un glamour introspettivo, un Hollywood (after) party. «È un’eleganza un po’ sbagliata, riportata all’oggi e alle sue contraddizioni, al bello, al brutto», ha spiegato a MFF la stessa Miuccia Prada che a fine sfilata ha abbandonato la sua celebre apparizione minimal dal backstage per salutare in scena il cineasta di American hustle, «l’idea di questa collaborazione nasce da un confronto sullo stesso tipo di pensiero sensibile, semplice, umano, passionale. Con un’ossessione per queste donne di varie razze, tutte femminili. Con un’attrazione per le cose che contano nella vita. L’amore o la paura nei rapporti». Sfaccettature che vengono tradotte in abito all’insegna di un past forward questa volta vestimentario, un ossimoro voluto. Tra elementi del Dna maison e un touch space. Grigio, cammello per ingannare, e poi un diluvio di contrapposizioni di stampe geometriche e floreali. New ugly chic in chiave tridimensionale. Grandi tag di velcro rompono le silhouette, le strizzano addosso, danno un twist a un pezzo classico. Tessuti tecnici si mescolano a quelli preziosi, ai ricami e al jersey, alle collane oversize quasi street, ai pezzi effetto mare con culotte portati con un bluson o una camicetta. Accenti sportivi qua e là, nei sandali, nelle lunghe lingue colorate sulle borse, nelle cinturine che modernizzano un tubino nero, capo simbolo di un’estetica riletto per aprire lo show. Che si svela con una vena ipergrafica, quasi manga-bourgeois. «Eleganza era una parola che non osavamo dirci perché può sembrare vecchia. Ma denota sensibilità, cultura».

Giudizio. Miuccia Prada toglie il fiato ma lei sembra aver respirato a fondo. Ha voluto prendere parte a un racconto di nuova femminilità che parte dall’introspezione per diventare un manifesto estetico molto preciso e affilato. Un trend, un filone? Anche no, non serve. Tutto è nelle sue corde, tutto è cesellato al millimetro. Tutto sembra aver una ragione per essere lì in quel momento, colpendo il bersaglio. Hit, hic et nunc. (riproduzione riservata)