28 Settembre 2016

Ferré veste Parma

Sarà inaugurata domani sera a Palazzo del Governatore «Ferré e Comte-Dettagli. Grandi interpreti tra moda e arte», che porterà in scena, in due differenti percorsi espositivi, circa 60 capi dello stilista e le installazioni dell’artista svizzero.

di Alice Merli (Parma)

Ferré veste Parma
Una sala della mostra «Ferré e Comte-Dettagli. Grandi interpreti tra moda e arte»

Il patrimonio stilistico di Gianfranco Ferré, uno dei più grandi innovatori nella storia della moda italiana, torna al centro dei riflettori insieme al talento artistico di Michel Comte, nell’ambito dell’exhibition «Ferré e Comte-Dettagli. Grandi interpreti tra moda e arte», che sarà inaugurata domani sera a Palazzo del Governatore a Parma, per rimanere attiva fino al 15 gennaio 2017. La mostra, promossa dal Comune di Parma in collaborazione con Fondazione Gianfranco Ferré e parte delle iniziative volte a valorizzare il territorio in occasione del bicentenario dell’arrivo di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena a Parma, sarà inedita poiché accoglierà al suo interno due differenti percorsi espositivi: al primo piano «Gianfranco Ferré e Maria Luigia: inattese assonanze», curata da Gloria Bianchino e Alberto Nodolini assieme alla Fondazione, riunirà circa 60 capi del celebre stilista scomparso nel 2007 provenienti dall’archivio della Fondazione che oggi conta 3 mila pezzi in totale. L’allestimento, svelato nella giornata di ieri in occasione della preview del progetto, ha sottolineato una grande attenzione alle scenografie, che hanno conferito un valore aggiunto agli abiti, tra pezzi d’antiquariato, oggetti originali e pitture murali. Il secondo piano sarà invece dedicato a «Neoclassic», curata da Jens Remes, Alberto Nodolini e Anna Tavani, che racconterà i diversi linguaggi creativi di Michel Comte, tra shoots, dipinti e installazioni (il fotografo svizzero è legato al mondo della moda fin dagli anni 70, per aver scattato le campagne per maison del calibro di Ungaro, Chloé, Giorgio Armani e Dolce & Gabbana, oltre a Ferré). «Ci siamo accorti che le collezioni di Ferré erano in grado di raccontare la moda delle epoche passate, dallo stile Impero al Direttorio, fino all’Orientalismo e l’idea della mostra e delle assonanze è nata proprio da qua», ha spiegato a MFF Rita Airaghi, direttore della Fondazione Gianfranco Ferré. «Un modo per preservare il lascito creativo dello stilista, da noi reso oggetto di una nuova interpretazione, studio e ricerca». Tra i capi in mostra, figurano gli abiti della collezione autunno-inverno 2003/04 ispirata a Napoleone e quelli della fall-winter 1981/82 in omaggio al Giappone e ai Samurai, senza dimenticare i cappotti realizzati nel 2000 e la sezione dedicata alla camicia bianca, capo icona dello stile Ferré. (riproduzione riservata)