6 Ottobre 2016

Il purismo artsy di Delfina Delettrez Fendi

di Silvia Manzoni (Parigi)

Il purismo artsy di Delfina Delettrez Fendi

«I creatori di gioielli tendono a mostrare opulenza, io a ogni collezione mi sforzo di rendere sempre più pulite e leggere le mie linee, per meglio catturare la luce». Delfina Delettrez Fendi, davanti alle vetrinette allestite nella galleria d’arte Almine Rech, nel Marais, racconta così la sua nuova collezione. Se le linee di bracciali e anelli, con le loro geometrie precise ed essenziali, e quelle dei lunghi orecchini pendenti, con zaffiri azzurri e rosa, seguono effettivamente questo desiderio di purezza estrema («Spesso più difficile da ottenere che la ricchezza di elementi, perché bisogna calibrare ogni dettaglio per assicurarne l’ergonomia»), la presentazione brilla invece per la sua originalità. Effetti ottici e gocce magiche, che i visitatori possono anche bere utilizzando dei bicchierini d’argento, dialogano con eccentrica magia con le creazioni preziose, confermando l’attrazione della designer per l’hi-tech. In un racconto che associa l’arte all’universo digitale. (riproduzione riservata)