26 Novembre 2016

Giuseppe di Morabito scommette sugli accessori

Il giovane marchio creato dal designer nel 2014 e che fa capo alla Gdm Milano, gruppo finanziario che autoproduce e gestisce il brand, progetta lo sviluppo di borse e calzature oltre all’espansione distributiva nel mercato italiano e in quello europeo, forte di un turnover che il prossimo anno toccherà 1,8 milioni di euro.

di Alice Merli

Giuseppe di Morabito scommette sugli accessori

Giuseppe Di Morabito scommette sugli accessori e punta alla crescita distributiva in Italia ed Europa. Il giovane marchio nato nel 2014 dalla creatività dell’omonimo designer, che è anche maggiore azionista e presidente tra i cinque soci fondatori di Gdm Milano (gruppo finanziario che autoproduce e gestisce il brand), ha infatti in progetto, entro un paio di stagioni, l’ampliamento dell’offerta prodotto, oggi rappresentata dalla linea di prêt-à-porter, con il lancio di una collezione di borse e calzature. «Da quanto è nato il marchio abbiamo raddoppiato il fatturato e contiamo di raggiungere un turnover di circa 1,8 milioni di euro di ricavi entro il prossimo anno. Ora siamo pronti a crescere con gli accessori, che oggi sono presenti solo come completamento dei look», ha spiegato a MFF Di Morabito. «Il made in Italy continua ad essere il nostro punto di forza. Produciamo circa 120 capi di campionario, dislocati nel bergamasco e in Puglia per quanto concerne il prêt-à-porter, mentre le scarpe nascono a Parma. Disegniamo inoltre interamente i tessuti: nel comasco gestiamo la parte serica e jacquard, i ricami nel varesino, la pelle a Firenze». Il brand, che oggi è distribuito in 40 punti vendita nel mondo, è inoltre alla ricerca di un direttore commerciale, con l’obiettivo di ampliare la distribuzione dalla stagione autunno-inverno 2017/18. «Questo step ci aiuterà a trovare un altro showroom per Europa e Italia (nella penisola sono circa 10 i clienti), ma anche contatti in America. Al momento siamo presenti soprattutto in Giappone, Cina e mercati arabi». Per la primavera-estate 2017 il designer ha creato una collezione ispirata al capriccio, in arte l’accostamento di elementi contrastanti tra di loro. «Ho reinterpretato il mood mischiando codici dell’alta moda a quelli dello streetwear, dal quale è nato ad esempio il denim abbinato a maniche Settecentesche, laminature su matelassè, pizzi preziosi nei bomber», ha concluso lo stilista. (riproduzione riservata)