5 Gennaio 2017

La moda si prepara a una stagione di co-ed show

La fall-winter 2017/18, al via domani a Londra, sarà ricordata come la prima vera tornata di sfilate unificate uomo e donna. Con la capitale brit chiamata a fare da portabandiera e alcuni esempi eccellenti come Westwood, Kenzo, Smith, Gucci e Calvin Klein

di Angelo Ruggeri

La moda si prepara a  una stagione di co-ed show

Con le fashion week dedicate al menswear autunno-inverno 2017/18 pronte a partire cambia nuovamente la mappa delle sfilate nelle quattro capitali della moda internazionale. Se la tendenza, fino allo scorso settembre, era quella di presentare collezioni see now-buy now, oggi il fashion system internazionale è pronto allo step successivo, quello delle sfilate co-ed, ovvero che presentano collezioni maschili e femminili della stessa stagione, unificate, in un unico show ogni semestre. Negli ultimi mesi, però, questo trend già aleggiava nell’aria. Lo scorso luglio, Vetements aveva presentato il ready to wear p-e 2017 uomo e donna insieme, oltre a 18 co-branding, nella grande hall delle Galeries Lafayette. E Burberry, con lo show co-ed dello scorso settembre, aveva presentato la prima ready-to-buy September collection. In Italia due griffe, entrambe del gruppo Kering, avevano annunciato di voler unificare le collezioni in un unico show durante Milano moda donna dal prossimo febbraio: Gucci, che aveva già provato a inserire qualche look donna nelle scorse sfilate, e Bottega Veneta. Tra le due, però è stata la decisione presa dalla griffe fiorentina diretta da Alessandro Michele a dare effettivamente il «via» a questo nuovo cambiamento, che ha portato a una nuova visione 3.0 della comunicazione nel fashion business worldwide. E proprio con la nuova fashion marathon che inizierà a Londra domani, questo nuovo format diventerà il protagonista indiscusso. La London fashion week men’s, infatti, ospiterà numerosi show co-ed, partendo da quelli di Astrid Andersen e di Agi & Sam x The woolmark company, in programma il 7 gennaio. Passando per quelli di Maharishi, Christopher Raeburn, in programma l’8 gennaio. Fino a quelli di Belstaff e di Vivienne Westwood, il prossimo 9 gennaio. Anche Milano moda uomo è pronta a questo nuovo capitolo che, secondo buyer e stampa, cambierà, una volta per tutte, i calendari delle prossime fashion week meneghine. Si partirà il prossimo 14 gennaio con la sfilata unificata di Christian Pellizzari e di Antonio Marras, che svelerà le collezioni uomo e donna della main line e dell’etichetta I’M Isola Marras, al museo de La Triennale dove è il corso la mostra «Antonio Marras. Nulla dies sine linea» dedicata al lavoro dello stilista sardo. Si passerà poi allo show di Marcelo Burlon County of Milan, di Dsquared2 o al debutto sulle passerelle di Palm Angels, con il lancio di una capsule collection donna. Il vento del cambiamento, poi, soffierà su Parigi. E più precisamente su tre maison. La prima è Lucien Pellat Finet, con lo show in programma il prossimo 18 gennaio. La seconda è Paul Smith con la sfilata prevista per il 22 gennaio. La terza è Kenzo che dal prossimo show, sfilerà solo a gennaio e a giugno. Senza abbandonare però gli appuntamenti di febbraio e settembre a Parigi, dove la griffe, disegnata da Carol Lim e Humberto Leon, sarà presente con alcuni progetti speciali ancora top secret. Infine, il format co-ed attraverserà l’Oceano e giungerà nella Grande Mela, giusto in tempo per la settimana della moda dedicata al womenswear. Infatti, sia Philipp Plein che, secondo indiscrezioni, solo per questa stagione sfilerà a New York per poi tornare nuovamente a Milano, sia Calvin Klein con il debutto di Raf Simons alla guida creativa, sia Iceberg con il debutto del designer James Long, sia Alexander Wang si preparano a unificare le due collezioni in un’unica sfilata. Ma quale sarà la motivazione del co-ed effect? Contrariamente da quello che si possa pensare, non del tutto economica (i costi di uno show con collezioni unificate sono uguali e a volte maggiori di quelli per realizzare due sfilate, vista la necessità di dover convocare modelli o modelle che, non giungerebbero nelle città della moda se non durante le fashion week a loro dedicate). A guidare la scelta sembra essere invece la voglia di concentrare il racconto creativo del brand con maggiore forza e incisività (se il designer è lo stesso per le collezioni uomo e donna, spesso l’idea di partenza e l’ispirazione è comune). Senza dimenticare che grazie al co-ed il processo di creazione e produzione potrebbe diventare più veloce ed efficiente. C’è da scommettere che i discepoli del nuovo format sono destinati ad aumentare. (riproduzione riservata)