11 Gennaio 2017

Hilfiger a tutto digital a Pitti

Il designer Usa, satellite di Pvh, approda a Firenze raccontando il suo menswear a 360 gradi. «Il nostro business worldwide sta andando forte... Stiamo investendo tanto sulla modernizzazione e, ogni progetto ideato per questa rassegna, rispecchia il nostro cammino».

Hilfiger a tutto digital a Pitti
Hilfiger con alcuni star-blogger ieri a Pitti

E-Tommy. iTommy. Tommy Hilfiger. Virtuale e reale. Lo stilista ha tanto da raccontare. Oltre trent’anni di storia. Di business, di spazi devoti al 3.0, di leggende di uomini straordinari. E di un guardaroba menswear ricco, che si dipana su più fronti con le collezioni Hilfiger edition, la Tommy Hilfiger tailored, Tommy Hilfiger sportswear collections e oggi anche una capsule pensata in tandem con Rossignol (vedere MFF di ieri). Tutto il suo universo made in Usa è approdato ieri a Pitti immagine uomo con un duplice appuntamento. Ieri sera è stato il momento della Hilfiger edition, in scena a Palazzo Corsini, con un’installazione per raccontare l’omaggio ai classici re-immaginati per un guardaroba youth dai tessuti premium. Mentre in Fortezza da Basso si è parlato, e si parlerà fino alla chiusura della fiera, di iperdigitale. Il portfolio menswear della label controllata da Pvh prenderà vita in tre diversi ambienti della Sala ottogonale: una sala emozionale dalle tre colonne d’Ercole digital, su cui si turnano video ispirazionali, insieme a una selezione dei best of menswear da toccare; una seconda stanza con angolo bar People’s place e tool per l’acquisto iTommy e shopping wall. E il terzo luogo, il digital showroom dedicato ai buyer. A testimoniare la new era targata Tommy Hilfiger, come ha raccontato in questa intervista a MFF lo stesso designer.

Qual è stato il primo pensiero quando è arrivato a Firenze?

È il nostro momento, il momento ideale. Il nostro business worldwide sta andando forte e Pitti immagine uomo offre l’opportunità di vivere la moda contemporanea in una città storica come Firenze. Per questo abbiamo progettato un racconto moderno, tra innovazione e storia.

Business e tecnologia... Qual è il mantra di Tommy Hilfiger?

You have to stay ahead of the game. Se non sei in testa, cadi indietro ed è complicato riprendere il passo. Per questo motivo stiamo investendo tanto sulla modernizzazione del business. E ogni singolo progetto ideato per Pitti rispecchia questo cammino e la necessità di mostrare le collezioni in modo inedito.

Alla parola millennials, che lampadina si accende?

Se abbracciano un brand, vale più di tonnellate di advertising. E i brand sono un’entità viva, non devono annoiare e annoiarci. Hanno bisogno di essere mantenuti giovani. È uno dei nostri obiettivi primari. Così come ascoltare il consumatore, che oggi desidera media gratification, vivere esperienze e ha bisogno di trasparenza, per capire quale sia il motivo per cui un prodotto sia così costoso. I social network permettono tutto questo, raggiungendo potenziali consumatori di età diverse, a cui offrire un grande prodotto a un prezzo corretto. E ognuno pensa al digitale. Mia moglie e i miei figli acquistano di continuo sul web. Io, di recente, ho comprato una valigia e i regali di natale.

L’idea più rivoluzionaria di Tommy Hilfiger?

Il digital showroom. Non ci saranno più file di tavoli e rack, ma soltanto tecnologia. È molto moderno e sono fortunato a essere circondato da persone che condividono la mia visione e la volontà di muoversi veloce.

A proposito di persone, chi la ispira?

Guardo sempre persone di business. Penso a Steve Jobs come un genio, una delle menti più brillanti dei nostri tempi. E David Bowie, quando l’ho incontrato ero molto emozionato.

Un ottimo momento per l’azienda. Ma qual è il suo momento migliore?

È legato alla mia famiglia. Direi quando sono nati i miei figli. It’s a family thing. Così come un mio portafortuna è un ricordo di mio padre, una sua cravatta a righe. (riproduzione riservata)