11 Gennaio 2017

Jacob Cohën diventa su misura e lancia a Firenze il laboratorio Made to measure

di Francesca Manuzzi (Firenze)

Jacob Cohën diventa su misura e lancia  a Firenze il laboratorio Made to measure

Forte dei 70 milioni di euro di fatturato nel 2016, ecco un nuovo obiettivo: creare un’esperienza couture. Jacob Cohën sbarca a Pitti immagine uomo con il suo Denim atelier per lanciare il progetto Made to measure. Uno spazio in cui assaporare la lavorazione del capo, la scelta dei tessuti e dei dettagli, grazie al Made to measure kit, fino alla confezione del capo finale. Un progetto dedicato al luxury denim e sigillato con un evento in collaborazione con Eredi Chiarini, storica boutique fiorentina. «Il progetto Made to measure nasce per avvicinarsi sempre di più alle esigenze di un cliente sofisticato, che vuole soddisfare il desiderio di avere un prodotto che sia unico», ha spiegato a MFF Marco Tiburzi di Giada soa. «Si inserisce all’interno della tradizione sartoriale di Jacob Cohën: i capi vengono realizzati su misura e l’ampia possibilità di scelta di accessori e di ricami personalizzati assicura al cliente un capo esclusivamente personale». La label veneta, fondata da Nicola Bardelle nel 1985 e dal 2004 prodotta e distribuita da Giada, arriva nella città del giglio in un nuovo editing. Da un lato, la collezione autunno-inverno 2017/18 con denim cinque tasche o classici chino americani reinterpretati in chiave sartoriale italiana, dai bottoni ed etichette in cavallino rinnovati, fodere e pochette impressi di stampe, ricami e cuciture realizzate a mano per esaltare le linee dei modelli, come la macchina da cucire impunturata sulla cintura del pantalone. La collezione arricchisce di bomber in pelle cerata a mano, l’esclusivo The blazer con dettagli sartoriali, camicie western e classiche con bottoni in madreperla e mini logo embroidered. Il tutto insieme a una serie di capi in lana e alla nuova idea bespoke, che consentirà di customizzare in tempi brevi alcuni modelli, attraverso la scelta di accessori, come bottoni, rivetti, patch e ricami personalizzati, con nome o iniziali. Un servizio esclusivo che sarà disponibile da marzo nei flagship store del brand e in circa cinquanta negozi selezionati tra i 400 della Penisola e i 1.200 multibrand nel mondo. Dall’ingresso di Giada come partner, il numero dei capi venduti è passato dai 700 del 2003 ai 700 mila attuali, il fatturato globale è volato da poco più di un milione di euro del 2004 ai 70 milioni di euro di oggi. Così come la percentuale legata alla distribuzione sul mercato estero si è attestata al 72%, mentre il mercato domestico ha confermato la propria vocazione per prodotti ad alto contenuto sartoriale, generando il 28% dei ricavi totali. (riproduzione riservata)