11 Gennaio 2017

Woolmark, è tempo di denim

La realtà che fa capo alla società non profit Awi-Australian wool innovation svela a Pitti immagine uomo l’edizione 2018 del The Wool lab con un focus speciale sul mondo del jeanswear. Andrea Guolo (Firenze)

Woolmark, è tempo di denim

Rinvigorita dai successi raccolti nello sportswear, la lana è pronta alla sfida del denim. Tra le tendenze per la primavera-estate 2018, presentate in anteprima a Pitti immagine uomo con la raccolta stagionale The Wool lab, compare una nuova sezione interamente dedicata alle fibre per i jeans, con proposte in lana mista a cotone e con un paio di novità 100% lana merino. «È un’opportunità in più per chi opera nella moda, poiché il denim in lana offre delle caratteristiche termoregolatrici che il cotone non può soddisfare, climatizzando gli eccessi», ha spiegato a MFF Fabrizio Servente, global advisor di The Woolmark company, marchio di proprietà della società non profit Awi-Australian wool innovation partecipata da oltre 24 mila allevatori australiani produttori di lana merino. Per quanto riguarda lo sport, la sezione dedicata al mondo active lanciata un anno fa a Firenze sta dando risultati sull’onda della tendenza all’utilizzo di fibre naturali. «Il comfort delle lane next to skin e le lavorazioni sempre più evolute aprono enormi potenzialità di crescita nello sportswear così come nell’ambito dello sport attivo. Il vero ostacolo è determinato dai costi, superiori alle fibre sintetiche, ma la differenza qualitativa è tale da giustificare la maggior spesa», ha poi aggiunto Servente. Gli altri temi dell’ispirational book dedicati al mondo fashion sono English gentlemen at lord’s (per giacche e outfit sportivi maschili), One piece (il pezzo unico femminile dai molteplici stili), Flea market (il consumatore che ama osare negli abbinamenti), Secret garden (l’eleganza essenziale) e On the road (le ispirazioni al viaggio senza meta), senza dimenticare Laboratorio, che racconta la nuova generazione dei makers dediti alla sperimentazione. Forte di un patrimonio ovino ingente (circa 70 milioni di capi), l’Australia fornisce circa l’80% della lana mondiale per abbigliamento, per lo più destinata in Cina. L’Italia assorbe tra il 7 e 10% delle disponibilità, focalizzando gli acquisti sulle lane più fini. The Woolmark company investe 40 milioni di dollari australiani l’anno (circa 28 milioni di euro al cambio di ieri) in attività di comunicazione tra iniziative dirette, come l’International Woolmark prize che sarà assegnato il prossimo 23 gennaio a Parigi e per la prima volta unirà insieme il premio maschile e quello. Senza dimenticare le partnership con i top brand della moda internazionale, come quella andata in scena nei giorni scorsi a Londra durante la London fashion week men’s: una capsullection speciale studiata a quattro mani con il marchio Agi & Sam (vedere MFF di ieri). (riproduzione riservata)