26 Gennaio 2017

Milano si prepara ad svelare White in the city

di Valentina Nuzzi

«Il bianco si spinge verso una natura bianca e priva di oggetti, verso una conoscenza e una purezza bianca, verso lo stadio più bianco di ogni realtà, della quiete come del movimento». È a partire da quest’affermazione del pittore russo Kazimir Malevich, che nel 1918 realizzò una tela rivoluzionaria raffigurante un quadrato bianco su fondo bianco, che è nato il progetto White in the city, presentato ieri a Milano. L’evento, in agenda dal 4 al 9 aprile in concomitanza con il Salone del mobile, è patrocinato da Oikos, azienda leader nella produzione di colori e vernici con sede a Gatteo Mare (Forlì-Cesena), e coinvolgerà alcune delle location più prestigiose del capoluogo lombardo: l’Accademia di belle arti di Brera, l’annessa Pinacoteca, Palazzo Cusani, l’ex chiesa di San Carpoforo e il Class Editori space. Ciascuno di questi luoghi farà da sfondo a una serie di installazioni che avranno come fil rouge il colore bianco, indagato nelle sue molteplici sfaccettature cromatiche e simboliche. Il colore non colore per eccellenza si ergerà così a elemento fondamentale di una città sostenibile, motore di trasformazione per il benessere dell’ambiente e del vivere quotidiano. I progetti, che diventeranno poi protagonisti di una mostra itinerante in Italia, saranno firmati, tra gli altri, dagli archi-star Stefano Boeri, David Chipperfield, Patricia Urquiola e Zaha Hadid. E se sul finire degli anni ’80 la designer Rei Kawakubo dichiarò che il rosso era il nuovo nero, Giulio Cappellini, art director di White in the city, è pronto a scommettere che «il bianco sarà il nuovo rosso». (riproduzione riservata)