11 Febbraio 2017

Kering da record

Il gruppo di Pinault chiude l’anno a 12,4 miliardi di euro (+6,9%) grazie alle performance di Gucci, che ha sfondato quota 4,4 miliardi (+12,3%), e Yves Saint Laurent, a oltre 1,2 miliardi (+25,3%). Continua il calo di Bottega Veneta (-8,7%).

Kering da record

Kering chiude un anno record e tocca i massimi in Borsa. A Parigi, quella di ieri è stata una giornata da incorniciare già a partire dal mattino, quando è stato reso pubblico il bilancio 2016. Un esercizio che si è chiuso con vendite per 12,4 miliardi di euro, in aumento del 6,9% a cambi correnti (+8,1% a cambi costanti) sull’anno precedente, e con profitti netti cresciuti del 16,9%, per un valore di 813,5 milioni di euro. A trainare la performance più significativa dal 2012 del gruppo guidato da François-Henri Pinault sono state Gucci e Yves Saint Laurent. Con la griffe fiorentina che ha sfondato quota 4,4 miliardi di euro segnando un +12,3% a cambi correnti (+12,7% a cambi comparabili). Numeri che per questi ordini di grandezza hanno un significato ben preciso, soprattutto se si considera come siano maturati attraverso crescita costante lungo tutti e quattro i trimestri dell’anno: fino a toccare il +21,4% dell’ultimo che, per inciso, non ha scontato gli effetti dei saldi invernali, pratica alla quale Gucci ha rinunciato. Scelta, quest’ultima, che ha il sapore dell’ennesimo trionfo ottenuto dal duo Marco Bizzarri-Alessandro Michele. Per un’alleanza che ha saputo fondere rivoluzione stilistica e successo commerciale, riuscendo a raggiungere quello che all’inizio dell’avventura non era poi così scontato e che oggi, tradotto in numeri, è riassumibile in una ebitda da oltre 1,4 miliardi di euro (+18,1%). Passando a Yves Saint Laurent invece, la griffe parigina, che con la chiusura di questo esercizio accantona definitivamente il capitolo Hedi Slimane in attesa di quello firmato da Anthony Vaccarello, sui ricavi ha compiuto un balzo del 25,3% a cambi correnti (+25,5% a cambi comparabili), superiori agli 1,2 miliardi di euro, e ha raddoppiato la sua marginalità passata a 312,2 milioni di euro. Numeri che di fatto hanno consentito il sorpasso al grande interrogativo di casa Kering: Bottega Veneta. Il marchio vicentino infatti, non è andato oltre gli 1,1 miliardi di euro di fatturato, subendo una flessione dell’8,7% a cambi correnti (-9,4% a cambi costanti) e ha prodotto un margine operativo lordo da 341,7 milioni di euro, cioè il 17,4% in meno di quanto fatto nei 12 mesi precedenti. In totale, il segmento lusso del gruppo parigino, ha chiuso con quasi 8,5 miliardi di euro in ricavi, per un +7,7% a cambi correnti (+7,8% a cambi costanti), mentre quello dello sport e lifestyle è cresciuto del +5,5% a cambi correnti (+9% a cambi costanti) fino a raggiungere i 3,9 miliardi di euro, spinto da Puma che da sola è valsa 3,6 miliardi, +7% a cambi correnti (+10,4% cambi costanti) con una marginalità da 187,2 milioni di euro a +24,2%. «In un settore in così rapida evoluzione la nostra strategia si è dimostrata vincente da ottenere risultati tanto positivi. Per il 2017, sullo sfondo di un panorama incerto dal punto di vista geopolitico e macroeconomico, continueremo a focalizzare la nostra attenzione verso una crescita sempre maggiore», ha commentato Pinault. Mentre il titolo, in serata chiudeva la giornata perfetta venendo scambiato ancora una volta oltre la quota record di 230 euro, toccando i 230,3 euro con un +2,6%. (riproduzione riservata)