11 Febbraio 2017

Lacoste alla conquista degli States

Il brand da 1,95 miliardi di dollari (+2,6%) di ricavi sfilerà questa mattina a New York con una collezione ispirata ai concetti di: «Comfort, funzionalità e modularità», ha detto a MFF il designer Felipe Oliveira Baptista. «L’idea di un astronauta è il punto di partenza di questa collezione perché ho pensato che fosse in perfetta sintonia con il lato visionario della personalità di René Lacoste». Intanto l’etichetta consolida la sua presenza in Italia, attraverso 30 store monomarca e 95 corner

di Chiara Bottoni(New York)

Lacoste alla conquista degli States
Felipe Oliveira Baptista

Lacoste parte in missione per lo spazio, portando con sé la sua tradizione mescolata a un tocco di avanguardia. Il marchio del coccodrillo torna protagonista, anche questa stagione, delle passerelle newyorkesi, mettendo in campo gli ultimi ritrovati in termini di innovazione nella moda per costruire un guardaroba avveniristico, espressione di una nuova eleganza. «Comfort, funzionalità e modularità sono i concetti chiave di questa collezione... L’idea di un astronauta è stata il punto di partenza, perché ho pensato che il tema fosse in perfetta sintonia con il lato visionario della personalità di René Lacoste. Si tratta perciò di una sorta di omaggio nei suoi confronti e a questo aspetto del suo essere, ha spiegato in anteprima a MFF il designer Felipe Oliveira Baptista, illustrando il cuore delle proposte che sfileranno questa mattina nella Grande mela. Uno show che darà il via a un anno particolarmente strategico per il business nordamericano del marchio, pronto a investire su sport come il golf e il tennis per accelerare la crescita in un’area geografica chiave per il gruppo Lacoste, che ha archiviato il 2015 con ricavi per 1,95 miliardi di dollari (circa 1,82 miliardi di euro a cambio di ieri) in crescita del 2,6%, realizzati grazie a una distribuzione in 120 Paesi, tra cui l’Italia. E proprio in Italia, il brand continua a marciare a passo spedito: nel 2016, le vendite aggregate di abbigliamento e borse si sono stabilizzate infatti a 45 milioni di euro, attraverso i risultati di 30 boutique, di cui 15 di proprietà e 15 in franchising, e 95 corner. Un particolare impulso a queste performance è stato dato dalla collezione donna, disegnata da Felipe Oliveira Baptista che, per tratteggiare l’autunno-inverno 2017/18 del marchio, ha attinto a un curioso aneddoto della vita del mitico René Lacoste. Verso la fine della sua carriera sportiva, il tennista spostò infatti i suoi interessi verso l’industria aeronautica e, testimone delle prime traversate atlantiche, fondò Air equipment, una società che contribuì allo sviluppo dei programmi Concorde e Airbus. Caso vuole che anche il padre di Oliveira Baptista sia stato pilota. Una coincidenza che ha portato a stilare, questa stagione, un parallelismo tra gli eroi dell’aviazione e i pionieri dell’era spaziale. Punto di partenza ideale della collezione Lacoste è quindi una tuta space, caratterizzata da una miriade di dettagli, nascosti o evidenti, come tasche multiple e a scomparti, imbottiture su ginocchia e spalle, finiture termosaldate e coste in cotone o pelle, ma anche dalla reversibilità, con un lato realizzato in nylon waterproof e l’altro in lana e lino. Un’estetica di conquista fusa con i codici del grunge e dello streetwear anni 90, tra camicie da taglialegna a quadretti e cardigan in mohair oversize. Pantaloni baggy, d’ispirazione militare, toccano terra ma hanno una vita elasticizzata e sono associati a giacche strutturate e asciutte. A trasportare l’immaginazione direttamente nello spazio ci pensano poi stampe iridescenti di lune piene, di tramonti o del pianeta Saturno, riproduzioni di opere dell’artista spaziale Ron Miller, che entrano in collisione con colori volutamente spenti. Il comfort e la funzionalità, codici propri di Lacoste, rivivono grazie a esperimenti hi-tech, tra astuti materiali double-face che permettono la modularità nei modelli reversibili, superando l’idea che un capo d’abbigliamento debba essere, per forza di cose, solo pratico. (riproduzione riservata)