17 Febbraio 2017

Jeckerson, ok al concordato

I creditori hanno votato a favore della procedura in continuità con voti positivi per l’82,91%. E in attesa dell’omologa, il marchio bolognese torna a investire sul proprio sviluppo

di Ludovica Tofanelli

Momento positivo per Jeckerson, che si prepara a intraprendere un nuovo corso nel segno della continuità. Il marchio bolognese, controllato per oltre il 98% da Stirling square capital partners, ha infatti annunciato ieri l’approvazione del concordato da parte dei creditori, dopo aver ottenuto lo scorso luglio l’ok da parte del tribunale di Bologna per l’avvio della procedura finalizzata all’individuazione di un nuovo socio (vedere MFF del 20 luglio 2016). L’avallamento della proposta è arrivato a Jeckerson spa, che controlla Jretail, Jeckerson US e J retail sarl, con l’82,91% di voti favorevoli, permettendo così all’azienda di portare avanti il piano di ristrutturazione aziendale messo a punto dall’amministratore delegato del gruppo, Gian Maria Argentini. Un’operazione, quella del turnaround, condotta quindi fino a oggi senza nessuna interruzione dell’operatività, grazie al supporto degli studi Gattai, Minoli, Agostinelli & partners e Leonelli-Santini & partners, dell’avvocato Antonio Rossi e dell’advisor finanziario Equita sim. A garantire la continuità, sia ai fornitori operativi sia ai clienti con la consegna puntuale delle collezioni, è stata anche la nuova finanza fornita dal fondo brit a cui fa capo il marchio, tramite un veicolo creato appositamente dall’azionista di maggioranza. In attesa dell’omologa, Jeckerson può quindi ora procedere alla revisione del debito finanziario, al pagamento dei creditori privilegiati e all’assegnazione di azioni per soddisfare gli altri creditori, tornando al contempo a investire sulla propria crescita. I portavoce dell’azienda, contattati da MFF, hanno sottolineato il clima positivo legato alla notizia, seppur non pronti a fornire i dettagli operativi del nuovo piano di sviluppo messo a punto per tornare in pista. Un respiro di sollievo per il brand, che impiega circa 190 persone e il cui fatturato si aggira sui 40 milioni di euro annui, a fronte di un indebitamento per 90 milioni, che lo scorso anno aveva portato gli azionisti a mettere in liquidazione straordinaria il marchio, per dare poi il via al piano di rilancio (vedere MFF del 10 febbraio 2016). E arrivando così oggi all’approvazione della proposta di concordato, che garantisce la continuità aziendale con la prospettiva di mantenere tutta la forza lavoro. (riproduzione riservata)