23 Febbraio 2017

Curiel porta a Milano l’alta moda

La designer inaugurerà sabato 25 il nuovo atelier-headquarter in via Montenapoleone al 13 svelando i capi spring-summer 2017 della sua couture: «Ho pensato a Boccioni e Marinetti e alle loro sculture che si muovono nel tempo», ha spiegato a MFF.

di Michela Zio

Curiel porta  a Milano l’alta moda

Nuova sede milanese per Curiel couture che ha lasciato lo storico atelier di corso Matteotti aperto nel 1969, per approdare al civico 13 di via Montenapoleone. Nella via, tra le più prestigiose dello shopping internazionale, Raffaella e Gigliola Curiel sono le padrone di casa in uno spazio di 250 metri quadrati, con un primo piano adibito a uffici e showroom, mentre nel secondo lavorano le première della griffe milanese. Quello di Milano è il secondo opening di Curiel dopo la joint venture siglata lo scorso maggio con Redstone (vedere MFF del 27 maggio) che fa capo a Zhao Yizheng, il tycoon cinese tra i primi promotori delle grandi firme italiane nell’ex Celeste impero. Che ha scelto Shanghai per inaugurare il nuovo corso del brand. Nel Citic square della metropoli cinese, infatti, dal 19 gennaio scorso due piani interi espongono la collezione ready to wear Curiellino, creata da Gigliola Curiel, per ora in vendita solo in Cina, insieme a un’esposizione di capi d’archivio, in attesa di mettere in vetrina le nuove 28 proposte di alta moda per la primavera-estate 2017, che saranno presentate a Milano la sera di sabato 25 febbraio, durante il grand opening dell’atelier. Esposti nelle due eleganti sale di via Montenapoleone gli abiti da sera e cerimonia very Curiel, esaltano la grande perizia artigianale della maison, in un tripudio di colte citazioni attinte dall’arte. «Ho pensato a Umberto Boccioni e Filippo Tommaso Marinetti e alle loro sculture che si muovono nel tempo. I miei abiti, invece, si muovono addosso, con onde sottili e sensuali, ottenute con tagli che sono frutto di un pensiero quasi architettonico», ha detto a MFF Raffaella Curiel tra lunghe sottane con balze di organza doppiata e giacchina in pizzo di lana ed evening dress al ginocchio di seta color ghiaccio da abbinare al piccolo mantello ton sur ton. Un vero e proprio tributo sartoriale all’arte che prosegue con le delicate, quasi impercettibili, colate di silicone, cifra di Gaetano Pesce, sui corpetti di sontuosi e modernissimi abiti da gran sera. E se ci sono voluti due mesi di lavoro per ricamare i ventagli di luce tra le pieghe o i trafori degli abitini dalla linea scivolata, per realizzare il patchwork della giacca color sabbia da abbinare alla jump suite di seta, sono stati impiegati ben cinque tessuti diversi, fatti a mano, scomposti e ricomposti. Insomma, un’altra opera d’arte di ago e filo tra matematica e architettura. Perché, come scriveva Irene Brin: «L’alta moda è una scienza esatta». (riproduzione riservata)