1 Marzo 2017

Shows

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Piazza Sempione studia l’e-commerce

Procede spedito il piano di rilancio firmato Piazza Sempione. Il marchio di abbigliamento che fa capo a Sinv, la società della famiglia Della Rovere da circa 70 milioni di euro di fatturato consolidato, oggi contra tre monomarca, a Roma, a New York nel Mall at Short Hills e uno shop in shop in Corea, e a breve potrebbe ampliare il canale diretto con due nuovi opening. «Stiamo valutando alcune location all’interno del quadrilatero di Milano mentre stiamo disegnando l’e-commerce in tandem con big del settore e puntiamo ad andare live per settembre 2017», ha spiegato a MFF l’amministratore delegato Piero Persi, «oggi presentiamo l’autunno/inverno 17/18 che vede anche l’introduzione dei primi accessori per potenziare l’immagine e la coerenza del marchio. Questa sarà una stagione per consolidare anche la distribuzione che oggi raggiunge poco meno di 200 multimarca tra cui nomi come Saks e Neiman Marcus in America. E proprio negli Usa con questa stagione vogliamo crescere guardando anche agli specialty store». (riproduzione riservata) Barbara Rodeschini

Vladimiro Gioia, focus sulla Cina

Vladimiro Gioia guarda alla Cina. Il marchio specializzato in pellicceria da donna, che era stato scelto da Dolce & Gabbana per il progetto Spiga2 dedicato ai giovani designer, punta al mercato asiatico che oggi vale per il 60% sui ricavi complessivi. Dopo aver aperto il suo primo monomarca a Shanghai con un partner locale infatti, l’obiettivo sarà l’apertura di altri cinque store in Cina nell’arco del prossimi 4-5 anni. Next step, sarà la crescita nel mercato russo ed europeo. Sul fronte prodotto, il brand sta lavorando per diventare total-look. La prossima stagione invernale, fatta di abiti, bluse e giacche impreziosite da stampe e tessuti leggeri, si arricchisce di calzature e borse da donna e di una capsule collection di sette capispalla in pelliccia per la prima volta dedicati all’uomo. I modelli in pelliccia di visone e volpe accolgono ricami e borchie, valorizzandone lo spirito rock. (riproduzione riservata)Alice Merli

Le New York stories raccontate da Comeforbreakfast

Unsuitable. Un termine anglosassone che significa semplicemente inadatto, inadeguato. E che è il punto di partenza della collezione immaginata da Antonio Romano e Francesco Alagna, anime creative di Comeforbreakfast, per il prossimo autunno-inverno. Prima dei capi, vengono le figure che li hanno ispirati: donne che vivono e creano nella Grande Mela, accomunate da una sensazione interiore di inadeguatezza. Le stesse donne che sono poi diventate le protagoniste del progetto fotografico che accompagna la collezione, scattato da Benedict Brink con lo styling di Vittoria Cerciello. Dieci portrait intimi e luminosi, realizzati tra i red bricks e gli interni artsy della città che non dorme mai, che i due designer hanno molto a cuore. «Volevamo raccontare diverse forme di femminilità», hanno spiegato a MFF Romano e Alagna. «Attualmente i nostri mercati di riferimento sono quelli asiatici, quindi Giappone, Corea e Hong Kong. E stiamo iniziando a lavorare con la Cina. Abbiamo dei punti vendita strategici in Italia e alcuni negli Stati Uniti, dove stiamo collaborando con alcuni specialty stores. Non sono department stores, ma boutique con una selezione molto ricercata, di nicchia», hanno precisato i designer. E il 2017 si prospetta un anno di grandi avvenimenti per il duo creativo. «A fine marzo lanceremo il nostro sito di e-commerce, in concomitanza con il debutto della nostra prima capsule di accessori. Finalmente abbiamo trovato un produttore che ci soddisfa, ovviamente made in Italy», hanno poi svelato. (riproduzione riservata) Valentina Nuzzi

In Messico con San Andrès

Un viaggio surreale, onirico, intimo, che inizia nei luoghi di potere dell’antico Messico e giunge sino ai tempi nostri. È tempo di riscoprire le proprie origini e così, Andrès Caballero, direttore creativo del marchio San Andrès Milano, prende per mano la sua cliente ideale per portarla a scoprire il fascino della sua terra natale tra luoghi antichi, riti e paesaggi che hanno fatto la storia del Paese degli Incas. La nuova collezione di 12 outfit è dominata dai motivi floreali jacquard delle cappe over in mohair con inserti fur, come preziose vestaglie da indossare sopra agli abiti a trapezio, in alternativa al completo gonna -camicia nei colori must: bluette, oro, argento, nero, grigio. E rosa Mexico, ça va sans dire. (riproduzione riservata) Michela Zio

Woolrich, nel mirino America e Asia

Woolrich mette a frutto le prime tappe del nuovo corso. Dopo essere passato sotto il controllo della newco Woolrich international, controllata in maggioranza da Wp lavori in corso (vedere MFF del 30 novembre 2016) e che ha sancito la fusione tra il business americano ed europeo, l’azienda concentrerà la propria crescita su Asia e America. «Abbiamo acquisito la filiale coreana, procederemo con una serie di aperture nell’area asiatica. In Giappone, dove abbiamo già due store, stiamo finalizzando una joint venture che partirà il prossimo anno per un piano di sette aperture entro il 2020 retail e shop in shop. Mentre a metà aprile taglieremo il nastro al secondo store a Tokyo, grazie al deal con il nostro precedente distributore. Prossimo step sarà la Cina, dove stiamo studiando altri opening», ha spiegato a MFF Andrea Canè, direttore creativo globale della società che ha archiviato il 2016 con ricavi aggregati per 190 milioni di dollari, 150 dei quali realizzati in Europa. «Il focus sarà anche sul riposizionamento nel mercato americano, dove abbiamo una linea per l’outdoor, rifaremo le collezioni per alzarla di livello. In secondo luogo, vogliamo introdurre i capispalla John Rich & Bros partendo da West coast e Canada. A Toronto apriremo un monomarca, cambieremo location al negozio di Boston e New York e cresceremo nei deparment store». Accanto alla strategia di espansione, il recente lancio delle calzature maschili con Giano, azienda marchigiana già partner di La Martina e Harmont&Blaine (vedere MFF dell’11 gennaio), si amplia anche alla donna a partire dalla stagione autunno-inverno 2017/18. Una crescita della gamma prodotto del comparto femminile, che oggi pesa per il 55% sul fatturato del brand, che vede anche l’introduzione delle prime borse: la Parka bag, costruita da due modelli in uno, diventa porta capospalla. E per quanto riguarda il capo-icona dell’azienda, l’Arctic parka, che frutta il 35% circa dei ricavi, è stato presentato nella versione high collar con cappuccio staccabile e nella variante no fur. (riproduzione riservata)Alice Merli

L’eleganza primitiva di Capannolo

I volumi essenziali delle costruzioni sartoriali rimandano a formule matematiche di nuove geometrie d’autore. La collezione autunno-inverno 2017/18 di Gianluca Capannolo, che lui stesso definisce: «Primitiva» è l’espressione più autentica di uno stile inconfondbile, dipanato in capi che puntano sul mix inusuale di ateriali opposti, come la lana bouclé con il vinile, la vernice con la pelliccia di mongolia, le piume di marabù con il più classico panno del coat, degli abitini a trapezio che donano a tutte le donne di qualunque taglia ed età. Che hanno solo l’imbarazzo della scelta anche sulle palette: azzurro intenso, porpora, ottanio, ruggine e verde sottobosco, ma anche colpi argentati spalmati sul tweed. In un insieme decisamente raffinato ed elegante. (riproduzione riservata) Michela Zio

Sara Battaglia sbarca in Rinascente Duomo

Seconda collezione di abbigliamento per Sara Battaglia. Dopo il debutto con l’estivo, che ha raggiunto 50 negozi tra cui nomi come Bloomingdales e Net a porter, la giovane designer si prepara a debuttare con il primo retail concept, «la stagione è andata molto bene e ci stiamo preparando per inaugurare il nostro primo pop up store in Rinascente Duomo a marzo», ha spiegato a MFF in occasione della presentazione della nuova collezione di abbigliamento e accessori per l’autunno/inverno 2017/18, «l’abbigliamento cresce e così fanno anche le borse e per la nuova fall-winter ho voluto esaltare la femminilità delle donne creando abiti dalle forme femminili che rubano al guardaroba di lui tessuti e lavorazioni sartoriali. Anche questa stagione osiamo con il denim, vero best seller dell’estivo, con un nuovo nero delavè che si contrappone alla stampa rainbow e alle paillettes della sera. Le borse accolgono l’arrivo nuove forme e dimensioni capitanate dal nostro iconico soffietto». (riproduzione riservata) Barbara Rodeschini

Eleventy rilegge il classico bon-ton

Tra linee e volumi dell’abbigliamento classico spuntano elementi che virano verso nuovi orizzonti boho-chic, senza mai perdere il senso della sobrietà. Per Eleventy è tempo di ampie gonne a coulisse e cappotti robe de chambre in misto cashmere, di ontoni leggeri e a pelo lungo, indossati sopra maglie con pellicce reversibili e con cinture in pelle tinta a mano. perfette con un altro accessorio must di stagione: gli stivali da cavalerizza. Il particolare che fa la differenza sono i tessuti, rigorosamente made in Italy, tagliati e confezionati con grande perizia. (riproduzione riservata) Michela Zio

Chiara Ferragni, in vista monomarca a Milano e Shanghai

Non si ferma la corsa di Chaira Ferragni. Il marchio di abbigliamento e accessori della fashion blogger più influente e non solo nel panorama italiano ma, secondo fashionista.com, anche al mondo preme l’acceleratore sul fronte creativo e svela una collezione autunno-inverno 2017/18 ricca di spunti e oggetti che faranno la gioia di consumers e buyer. Tema di stagione è Candy street, un turbinio di colori che trae libera ispirazione dal mondo del quartiere giapponese di Shibuya. Ma a dominare la scena sono i progetti di sviluppo, svelati a MFF da Andrea Lorini, ceo del marchio. «Non abbiamo ancora chiuso l’esercizio ma possiamo dire che raggiungiamo i 350 negozi più prestigiosi al mondo e i mercati più interessanti, dopo l’Italia, sono Stati Uniti e Cina. E proprio in questi mercati stiamo lavorando per dare vita al progetto retail che ci auguriamo di poter inaugurare nel breve periodo con un monomarca a Milano e uno a Shanghai», ha spiegato il numero uno del marchio, che ha inaugurato nei giorni scorsi il suo primo temporary space in tandem con So Milano in piazza Risorgimento. «Fino a ieri i best-seller del marchio sono state le cover, con questa stagione abbiamo ottimi risultati anche sull’abbigliamento con felpe e T-shirt che hanno raggiunto gli stessi numeri. E anche le sneakers in generale sono in grande progressione e praticamente sold-out». E se oggi la collezione è disponibile presso punti vendita del calibro di Selfridges, Le Bon Marché, Vierre, Harvey Nichols e Lance Crawford Hong Kong solo per fare alcuni nomi, c’è da credere che il trend positivo continuerà con la stagione invernale grazie a un mix merceologico dove trovano spazio idee sfiziose come il choker con chiusura a zip decorata con il logo del brand e la una cover per iPhone con liquido colorato e decorazioni ad effetto boule de neige. Ma anche a proposte più strutturate come le décolleté con il tacco a banana, le intramontabili slip-on parlanti e gli stivali da neve in mongolia. (riproduzione riservata) Barbara Rodeschini

La nuova power lady firmata Rossella Jardini

Tra tessuti e fogge del classico maschile, rivisti e interpretati mescolando punte sportwear e preziosità evening, Rossella Jardini ritorna per la quarta stagione consecutiva a proporre la sua new power woman. Che sotto l’austero tailleur gessato con giacca doppio petto indossa camicie patch, ma non disdegna le gonne di flanella grigia arricchite da ruche rosa cipria. Con gusto e ironia, dunque, per piacere alle italiane, ma anche alle americane e alle donne asiatiche. Il marchio, infatti, realizza il 40% del suo fatturato tra Europa, Usa e Giappone dov’è distribuita dal gruppo Tanaka. (riproduzione riservata) Michela Zio

L’italian diva di 10x10 AnItalianTheory

Il cinema italiano in versione glam street. Un’altra versione ironica di Alessandro Enriquez per il suo 10x10 AnItalianTheory. «Ho immaginato un film diretto da me, allestendo un set per la ricerca degli attori. Nella collezione ho abbandonato le mie vestibilità vintage, per renderle moderne vicino all’unisex indirizzato a una fascia di cliente contemporary, che ama mischiare un mood glamour a quello sporty», ha spiegato a MFF il designer. «Le T-shirt riprendono vere locandine, le stampe si traducono nei volti di dive celebri come Sophia Loren. Da un lato ho unito seta, viscosa, paillettes e velluto, senza tralasciare il denim e cotone per capi comodi e sportivi». Un casting call party in cui ogni capo si trasforma in una scenografia cinematografica, tra pizzi, dettagli sfavillanti e grafiche all-over che raffigurano troupe cinematografiche in versione cartoon, premi Oscar, print a tema come catene micro e macro che richiamano le grafiche anni 80 e claim «Diva italiana». (riproduzione riservata) Alice Merli

Il boudoir preraffaellita di Giuseppe di Morabito

La locuzione francese enfant prodige è probabilmente la più indicata a descrivere il lavoro di Giuseppe di Morabito. A soli 24 anni, è la mente creativa e il presidente del suo brand eponimo, fondato nel 2014, che fa capo a Gdm Milano, gruppo finanziario di cui è anche azionista di maggioranza. «Lanciare un brand alla mia età è molto difficile, ma non impossibile se hai tanta determinazione», ha raccontato a MFF il designer in occasione della presentazione della sua linea fall-winter 2017 a Palazzo Parigi, ispirata all’opera dei pittori preraffaelliti. Una selezione di piccoli gioielli di sartoria artigianale celebrati all’interno di stanze con l’atmosfera da boudoir. Una collezione, interamente made in Italy, che potrà contare su un canale distributivo potenziato: «Attualmente abbiamo circa 40 punti vendita già attivi, e a partire da questa stagione avremo tre distributori che ci apriranno le porte di nuovi mercati. Uno si occuperà del Medio Oriente, uno della Russia, mentre il nostro showroom interno, con sede in via Tortona 27 a Milano, si occuperà di Italia ed Europa», ha spiegato di Morabito, che prepara anche il lancio della sua prima linea di borse e calzature (vedere MFF del 26 novembre 2016). Tra i piani del marchio, che ha appena siglato un contratto in esclusiva con la catena di department store Beymen per la Turchia, c’è quello di raddoppiare l’attività sul fronte retail, per raggiungere una quota compresa tra gli 80 e i 90 punti vendita worldwide entro la fine del 2017. (riproduzione riservata) Valentina Nuzzi

UltràChic gioca con ricordi childish

Il designer Diego Dossola questa volta si è ispirato alla scuola, ai bambini e alle mamme per le stampe della nuova collezione Ultràchic. Un brand che nel 2016 ha superato il tetto di 1,6 milioni di euro, segnando un aumento del 35% rispetto al fatturato 2015. Cresce anche l’export che oggi è pari al 50% con punte top in Russia, Medio Oriente e Cina. Tra trame di lurex, cachmere, seta e Principe di Galles che forgiano la stagione autunno-inverno 2017/18, Dossola dipinge un nuovo universo giocoso popolato da faccine di bimbi, maestre, banchi di scuole e mamme con i bigodini in testa, protagonisti delle stampe che esplodono di allegria nei bomber, nelle gonne lunghe, negli irresistitibili redingote e nei grembiuli da indossare sulle sottane a palloncino. (riproduzione riservata) Michela Zio

Duvetica si rafforza in Giappone

Duvetica, marchio di piumini presente oggi in 24 Paesi worldwide, prepara l’espansione asiatica con nuovi progetti in via di definizione. «Nel corso del 2017 rafforzeremo la distribuzione nel mercato giapponese grazie alla nascita di Duvetica Japan, società creata con il nostro attuale partner giapponese Fen ltd», ha sottolineato a MFF Stefano Rovoletto, co-fondatore del marchio di piumini. Per l’autunno inverno 2017/18 la gamma prodotto mette in primo capispalla dedicati allo sport ad alta quota ispirati ai 70s. Prosegue inoltre il co-branding per la linea Comme Des Garçons Junya Watanabe man iniziata nel 2011. La capsule collection di capispalla e gilet imbottiti studiati insieme al designer nipponico, saranno distribuiti in selezionati multimarca e concept store e nei monomarca Comme Des Garçons. (riproduzione riservata)Alice Merli

Mario Dice celebra la rosa

Leggerezza bon ton. Per abiti eleganti, voluminosi e svolazzanti. «Per la stagione autunno-inverno 2017/18, mi sono ispirato alla leggenda della nascita della rosa», ha raccontato a MFF Mario Dice, direttore creativo del marchio omonimo. «Ho voluto trasformare il suo profumo, il nettare, il frutto e i petali delicati in capi, grazie alla leggerezza delle organze, l’unicità dei ricami, la preziosità delle perle e delle gemme che impreziosiscono gli abiti». Con un fashion dinner show in Brera, il designer ha presentato in passerella dress anni 50 declinati in petali di macramè, giacche in jacquard dorato prezioso e ricamato, e leggins di pizzo sparkling. Le ultime uscite, invece, sono dedicate alle seconde nozze: una selezione di abiti da sposa, unici e innovatori, per le donne che vorranno vivere nuovamente il giorno del matrimonio. (riproduzione riservata) Angelo Ruggeri

Tatras, per i dieci anni capsule con Lucio Vanotti

L’archivio storico della fondazione Ca’ Granda di Milano apre per la prima volta le sue porte al mondo fashion per ospitare la nuova collezione fall-winter 2017/2018 di Tatras. Per la prossima stagione invernale, il brand italo-giapponese da 33 milioni di euro di ricavi, che quest’anno festeggia il suo decimo anniversario, si è ispirato a tre storie differenti. Non solo, perché il brand di piumini d’alta gamma, frutto di una joint venture che conta 60 dipendenti tra Italia e Giappone, ha scelto di affidarsi a Lucio Vanotti (vedere MFF del 25 febbraio) per creare una capsule che rivisita le forme canoniche della camicia, regalandogli un’estetica no gender e destrutturata. Tatras, che per la prossima cold season 2017 prevede di toccare i 6 milioni di euro di ricavi, si prepara a rafforzare la sua presenza nei mercati di Stati Uniti e Spagna. (riproduzione riservata) Roberta Maddalena

DiLiborio è hard 80s

Gli anni Ottanta rivivono nella collezione autunno-inverno 2017/18 di DiLiborio. Il marchio fondato da Liborio Capizzi, che ha lavorato a fianco di Gianfranco Ferré per 16 anni per poi dare successivamente vita alla collezione eponima realizzata nella casa atelier di via Maroncelli a Milano, ha portato in scena il suo Breaking glass show presso il Tunnel club di Milano. Sulle note di un concerto rock, il palco è diventato una passerella per accogliere una parata di modelle scatenate avvolte in abiti graffianti, camicie bianche e bluse dall’anima romantica over su pants in pelle nerissima o cuissardes dai tacchi vertiginosi. Sotto i riflettori anche balzer e giacche leopardate, con inserti in pelo e dettagli frangiati. (riproduzione riservata)Alice Merli