3 Marzo 2017

Adieu Chloé

Una fairty tale tra fiori ricamati e accenti sportivi per siglare l’ultima collezione disegnata da Clare Waight Keller. Che regala alla maison francese del gruppo Richemont e alle sue girls un touch di ottimismo psichedelico

di Stefano Roncato (Parigi)

Adieu Chloé

Don’t you want me. La musica degli Human league abbraccia l’uscita finale di Chloé. Non quella delle modelle, ma la passerella di saluti di Clare Waight Keller, alla sua ultima prova alla guida creativa della fashion house francese che fa capo al gruppo Richemont (si sussurra che sia già pronta a sostituirla Natacha Ramsay-Levy, ex braccio destro di Nicolas Ghesquière da Balenciaga, prima, e Louis Vuitton, dopo, a partire dalla prossima spring-summer 2018). E il suo adieu stilistico gioca in punta di penna, portando le Chloé girls in una dimensione fairy tale. Come quei fiori che sembrano disegnati a penna nei ricami dei top, con quei mini dress che sono sovrapposizioni leggere di chiffon e organza. Aerei, impalpabili, come i bordi di pizzo che spuntano sotto una giacca o la sottoveste coperta da un bluson. Layering, colori pastello, disegni tartan e grafismi sospesi nelle lavorazioni compongono quel «ottimismo psichedelico», scelto dal brand per raccontare questa avventura. Rendendo leggero anche quel montone rovesciato che diventa un must del capospalla. Intagliato a ricordare check. Scolpito per giacche candide e leggere. Trasformato anche in dimensione sporty. Perché un accento active chic permea la collezione. Accanto a tute intere con bottoni e pantaloni maschili soft, spuntano pant morbidi grafici e felpe che ricordano gym queen. Che però indossano sempre tacchi alti di quelle scarpe che alternano Mary Jane a silhouette da brava ragazza con cinturino a T.

Giudizio. L’emozione di Clare Waight Keller, in passerella si vede. Sorride, saluta il pubblico, si ferma per godersi la sua ultima prova in casa Chloé. Un’emozione che forse ha accompagnato anche l’elaborazione della collezione. Svelta, facile ma anche essenziale, per chiudere di maniera un capitolo felice di collaborazione. (riproduzione riservata)