4 Marzo 2017

True blue by Dior

«È un colore che apre le porte di un’infinità di mondi, primo fra tutti quello dell’uniforme Da quella militare a quella da lavoro, fino al jeans». Maria Grazia Chiuri forgia una nuova estetica notturna per la griffe di Lvmh Tra citazioni couture ed effetti sporty

di Stefano Roncato (Parigi)

True blue by Dior

Picasso. Georges Braque. Nina Simone. Diorama del ’51. Le femme en guerre. Le immagini sul moodboard dietro le quinte dipanano quel fumo misterioso che soffia sullo sfondo della sfilata. Raccontano quelle silhouette che sembrano uscire da una strada notturna, che portano addosso i riflessi di un cielo stellato. Perché Dior è entrato nel periodo blu o in qualche modo vi è tornato. «Ci aveva colpito una frase dello stesso Christian Dior nel Dizionario della moda. Che il blu è l’unico colore che ha le stesse qualità del nero», ha spiegato a MFF Maria Grazia Chiuri, mente creativa della donna per la fashion house di Lvmh (vedere box a pagina II), «e siccome mi sento della generazione del nero, ho pensato di aver trovato un colore affine. Il blu ti apre un’infinità di mondi primo fra tutti quello dell’uniforme». Da quella militare, a quella da lavoro al jeans. In una crash tra lavorazioni couture e leggerezza inaspettata del taffettà che sembra quasi un tessuto tecnico. È una virata super french, con tanto di piccoli baschi di pelle in testa. Ricordano Eva Green in The dreamers e la Parigi a tinte calde. È un po’ bon ton un po’ da guerriera. Anfibi con chiusure in metallo, alti stivali alla coscia. Una bandoliera che davanti sembra pericolosa, ma dietro svela una delle bag iconiche del marchio. Su trench con plissé fatti a mano che citano creazioni d’archivio del ’51. Alternate a Bar jacket dall’effetto sportivo e quotidiano, a mantelle-coperta dove svetta il logo o alla rivisitazione dello storico chevrier che sembra un moderno k-way. Abbinati a jeans dalla tela giapponese con la celebre cicatrice o a quelle tute intere da workwear che democratizzano l’insieme. Abbassano la serietà di maniche architettoniche o volant. Blue is the new black. Ma senza dimenticarsi di check e grandi camicie bianche. E di quelle trasparenze preziose che allungano le linee del finale. Tra abiti doppiati, mitigati da maglie ricamate e quell’underwear logato che è diventato un nuovo sigillo maison. Per far battere il cuore, quel cuore rosso intagliato sul retro delle décolleté.

Giudizio. Assieme a Maria Grazia Chiuri, Dior sta spiccando il volo. In arrivo una pioggia di shop in shop in giro per il mondo a suggellare la nuova era che non è certo passata inosservata. E la collezione salita in passerella sembra essere ancora più cesellata e pensata per dare un corpo unico a un matrimonio riuscito. (riproduzione riservata)