18 Marzo 2017

Cina, Shenzhen sfodera una fashion week d’autore

Al via ieri la kermesse studiata dalla Shenzhen garment industry association che vede in agenda un totale di 80 sfilate e 36 appuntamenti, divisi nell’arco di una settimana

Cina, Shenzhen sfodera una fashion week d’autore

È stata inaugurata ieri a Shenzhen la terza edizione della Shenzhen fashion week, kermesse studiata dalla città cinese a statuto speciale con un programma di 80 sfilate e 36 appuntamenti in showroom. Organizzata dal presidente di Shenzhen garment industry association, madame Shen YongFang, la fashion week è espressione delle 800 aziende produttrici, principalmente focalizzate nel mondo del womenswear, riunite in larga parte nella Fashion valley, il più grande distretto del mondo di aziende produttrici di buona qualità. A Shenzhen producono anche grandi marchi internazionali come Dior, ma stanno nascendo sempre più marchi di stilisti cinesi. Nella Fashion valley ha sede anche Marisfrolg, l’azienda da 3,3 miliardi di rmb di fatturato (circa 400 milioni di euro al cambio di ieri) che ha acquistato quattro anni fa il marchio italiano Krizia. La sfilata del marchio Marisfrolg è stata la principale del giorno dell’inaugurazione. Molto interesse ha destato la passerella di un altro marchio con ampio fatturato, Eachway, che si colloca sul mercato con un range di prezzo per le sue proposte moda fra H&M e Zara (anche Eachway ha sede nella Fashion valley, proprio di fronte a Marisfrolg). Le sfilate dureranno una settimana esatta e saranno animate anche da una serie di appuntamenti a corollario. Prima dell’inaugurazione, alla fine la conferenza stampa delle autorità cinesi del settore e della municipalità, la presidente Shen e il ceo di Class Editori, Paolo Panerai, con l’assistenza di Francesco Fiordelli, hanno firmato un accordo strategico di partnership, che coinvolge vari aspetti della fashion week e di tutto il processo di formazione e di produzione del distretto di Shenzhen. Che è anche la città più tecnologica della Cina, avendovi sede il gruppo Tencent, che possiede WeChat e capitalizza in Borsa più di Alibaba.