5 Aprile 2017

Gucci re di Firenze

Il marchio di Kering si lega a doppio filo con la città per il progetto Primavera di Boboli e stanzia 2 milioni di euro in tre anni per la valorizzazione e il restauro del patrimonio botanico del Giardino di Boboli. Dove sfilerà il prossimo 29 maggio con la collezione Cruise 2018

di Matteo Minà (Firenze)

Gucci re di Firenze

Gucci stringe il legame con Firenze, sua città di origine, con il progetto di mecenatismo Primavera di Boboli. Un’operazione culturale di ampio respiro che vedrà la sua celebrazione il prossimo 29 maggio con la sfilata Cruise 2018 nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti nel capoluogo toscano (vedere box a pagina II). Presentato ieri all’interno di Palazzo Vecchio, promosso dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e patrocinato dal Comune di Firenze, Primavera di Boboli prevede una partnership tra il brand nato in riva d’Arno nel 1921, oggi satellite del gruppo Kering, e le Gallerie degli Uffizi. Nello specifico la maison toscana, tramite un’erogazione liberale, donerà 2 milioni di euro nell’arco di tre anni alle Gallerie per la valorizzazione e il restauro del patrimonio botanico del famoso giardino fiorentino. Un progetto di recupero, diviso in 14 interventi, che sarà quindi tutto a carico del brand ammiraglio del gruppo di François-Henri Pinault, senza impegni onerosi a carico dello Stato. Un’area, quella di Boboli, che con i suoi 33 ettari risale nelle parti salienti al Cinquecento e rappresenta un ecosistema unico al Mondo, tra sculture, architetture e piante arrivate in Toscana da tutte le parti del globo. «Parlare di Gucci e di Boboli significa far riferimento al patrimonio culturale dell’Italia», ha spiegato il sindaco di Firenze Dario Nardella, protagonista proprio la settimana scorsa del primo G7 della cultura in città, con i ministri dei Beni culturali dei sette Paesi. «Grazie a Gucci per l’amore verso la bellezza e verso Firenze, per noi è un onore che un marchio ambasciatore di successo del made in Italy abbia scelto la propria città per un progetto così importante. Gucci è un marchio controcorrente che vince l’omologazione del mercato di massa e il suo direttore creativo Alessandro Michele può essere considerato il Michelangelo della moda di oggi». Gli ha fatto eco Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, che durante la conferenza stampa ha coinvolto in un siparietto Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci, donandogli un agrume di Bizzarria, un incrocio tra limone e arancia presente proprio nel giardino: «L’operazione Primavera di Boboli letteralmente farà rifiorire il verde e lo riporterà al suo status storico di Versailles italiana. Il tutto grazie a interventi che in alcuni casi sono già partiti e che permetteranno anche la riapertura di zone che per decenni sono state inaccessibili». Primavera di Boboli segue altre attività di mecenatismo firmate Gucci, come la scelta di devolvere il 50% dei proventi della biglietteria del Gucci Museo a un fondo per la tutela di tesori della città o il progetto del 2015 di valorizzazione di dieci arazzi cinquecenteschi, esposti a Roma, Milano e Firenze. (riproduzione riservata)