21 Aprile 2017

Denim Première Vision si rilancia a tutto hi-tech

In scena a Parigi, il 26 e il 27 aprile, la decima edizione del salone dedicato alla filiera jeanswear con 84 espositori da 19 paesi. Focus sull’universo digitale e sull’innovazione. Al via l’Hackathon: competizione di 48 ore con gli allievi di otto scuole worldwide.

di Silvia Manzoni (Parigi)

Benvenuti nel pianeta del jean phygital: uno spazio moda interattivo che proietta la tela blu in una dimensione tecnologica di punta. Il futuro, insomma. È un mondo in «Ri-evoluzione» quello che promette la nuova edizione della fiera Denim Première Vision, organizzata a Parigi all’Event center alla Porte de la Vilette il 26 e 27 aprile. Sotto i riflettori 84 espositori da 19 paesi, con l’Italia al quarto posto come presenze (sono il 7% del totale) che coprono tutta la filiera, dai produttori di tessuti a quelli di nuove tecnologie. A dieci anni dalla sua creazione, il salone offre un volto nuovo, all’insegna del Tomorrow is calling, come recita la campagna iniziata lo scorso anno, mettendo l’accento su un’industria in piena mutazione, che si appoggia sempre più su innovanti processi tecnici per stupire il consumatore e offrirgli prodotti ispiranti e multi-tasking. «Sarà una panoramica stimolante, creativa e inventiva, e per questo abbiamo voluto organizzare il Denim Première Vision Hackathon, invitando per 48 ore gli allievi di otto tra le più prestigiose scuole di moda e di tecnologia d’Europa (tra di esse figura l’italiano Istituto Marangoni, ndr), riuniti in cinque squadre, che svilupperanno live dei progetti per mostrare fin dove può spingersi il denim. Uno di questi progetti sarà premiato da una giuria internazionale», ha spiegato a MFF Chantal Malingray, direttrice del salone. Tra le novità che saranno presentate a Parigi, una giacca che accarezza le spalle con un movimento rilassante creata dall’olandese Issho o un jean che guida chi l’indossa come un Gps, creato dal francese Spinali. Ma anche soluzioni che permettono al consumatore di diventare creatore del proprio capo attraverso un contatto diretto con la fabbrica, come immaginato da Desert studio degli Emirati. Insomma, siamo a una svolta e la fiera cercherà di dare voce ai nuovi trend che dinamizzano il settore attraverso quattro universi: Bold (audacia nelle materie e nelle forme), Recode (dissonanze cromatiche e geometrie variabili), Beyond (focus sulle forme oversize), Rainfall (superfici a contrasto). I nuovi mood del tessuto indigo saranno illustrati nel corso di due conferenze, i denim trend tastings, in programma il 26 alle ore 12 e il 27 alle ore 10. Confermato anche il Vintage market in collaborazione con l’italiano Denim Boulevard, dopo il successo della prima edizione svoltasi l’anno scorso. Tra i nuovi appuntamenti, due masterclass di 30 minuti con Sportswear International, mirati sull’innovazione e la creazione responsabile, quest’ultimo uno dei temi-clou per i fabbricanti quanto per i consumatori. Invitato d’onore sarà il Marocco, il secondo paese rappresentato al salone dopo la Turchia, il cui Governo si è impegnato a promuovere l’industria del denim per aumentare la competitività delle aziende locali. (riproduzione riservata)