21 Aprile 2017

Vestiaire collective col turbo (+60%)

L’e-tailer globale di moda e accessori chiude il 2016 con una crescita costante e un turnover di 107 milioni di euro. E, forte di iniezioni di capitali per 116 milioni, progetta lo sbarco in Asia, l’opening di un centro logistico in Francia e 120 nuovi posti di lavoro

di Valentina Nuzzi

Vestiaire collective col turbo (+60%)
Sébastien Fabre

Vestiaire collective continua la sua crescita monster che, dal suo debutto nel 2009 a oggi, l’ha portato a generare annualmente una percentuale di aumento costante pari al 60%. Tanto da chiudere il 2016 con un fatturato di 107 milioni di euro, 6 milioni di utenti sparsi capillarmente attraverso 48 paesi e un catalogo di oltre 600 mila prodotti. Oggi Vestiaire collective rappresenta il primo marketplace a livello globale per l’acquisto e la vendita di abbigliamento e accessori di lusso pre-owned, che negli ultimi mesi ha beneficiato di iniezioni di capitale per un valore totale di 116 milioni di euro grazie a un pool blasonato di investitori, da Condé Nast international a Eurazeo passando per Idinvest partners, Balderton capital, Ventech e Vitruvian partners, quest’ultimo subentrato all’inizio di quest’anno con fondi per 58 milioni di euro (vedere MFF del 25 gennaio). «Siamo molto soddssfatti del 2016 che ha rappresentato per il gruppo l’affermazione definitiva in Europa e nell’anno in corso i confini di Vestiaire collective si estenderanno, dando origine a 120 nuovi posti di lavoro worldwide», ha spiegato a MFF il ceo e fondatore Sébastien Fabre. «Quest’anno contiamo di mantenere una crescita pari al 60% e di consolidare la nostra presenza negli Stati Uniti, dove in 18 mesi siamo cresciuti più che in due anni in Europa. A partire dal mese di giugno, poi, ci spingeremo alla conquista dell’Asia. Apriremo un ufficio a Hong Kong e getteremo le basi per un’espansione anche a Singapore, Corea e Giappone», ha proseguito il ceo Sébastien Fabre. Grazie ai nuovi finanziamenti, infine, la crescita si cementerà anche all’interno dei confini francesi, grazie all’apertura di un centro logistico: «Il nuovo polo sorgerà nel Nord della Francia, anche se non posso ancora rivelare dove. Si tratta di un’area del Paese che, oltre a essere specializzata nella logistica, presenta un alto tasso di disoccupazione. Potremo così dare lavoro a molte persone», ha aggiunto il numero uno ricordando l’importanza del mercato europeo e di quello italiano, dove nel 2016 Vestiaire collective ha aperto una sede ad hoc, a Milano in piazza Fontana, e dove ha battezzato ieri il progetto Vestiaire Gallia. «In Europa, l’Italia è il mercato che ha registrato una crescita maggiore, soprattutto grazie all’alta concentrazione di supplier», ha poi aggiunto Fabre. Tracciando le linee guida del neonato progetto: sviluppato in tandem con l’Hotel Gallia di piazza Duca d’Aosta a Milano, Vestiaire Gallia offre agli ospiti delle suite Katara royal, Gallia presidential e Signature la possibilità di noleggiare una selezione di oggetti luxury vintage scelti meticolosamente da Marie Blanchet, head of vintage di Vestiaire collective. «Per questo progetto ho prediletto i best-seller del nostro sito sul mercato italiano, che includono la Constance e la Kelly bag di Hermès, e mini borse e accessori dorati firmati Chanel degli anni 80», ha detto Blanchet, precisando che il segmento handbag rappresenta attualmente il 60% del business della piattaforma. Il format avrà una durata di sei mesi e ambisce a insediarsi anche in altri hotel appartenenti alla catena Luxury collection del gruppo Starwood. (riproduzione riservata)