26 Aprile 2017

Lvmh compra Dior per 12 miliardi di euro

Maxi operazione per il polo di Arnault che punta al controllo del gruppo di avenue Montaigne, di cui già detiene il 74,1%. L’opa sarà in parte cash e in parte in azioni Hermès, frutto del passato tentativo di scalata. Pronti 6,5 miliardi per integrare anche la Dior Couture «Questa operazione rafforza il polo moda e pelletteria... Questa griffe è uno dei marchi del lusso più iconici al mondo», ha detto il tycoon

di Raffaella Medici

Lvmh compra Dior per 12 miliardi di euro

Nell’anno del suo 70° anniversario Dior si prepara a cambiare pelle. Bernard Arnault e il gruppo Lvmh hanno infatti lanciato ieri mattina un’operazione da 12 miliardi di euro volta a semplificare e rafforzare il polo francese del lusso, che ha chiuso il 2016 con un fatturato di 37,6 miliardi di euro, in corsa del 5%. Arnault, che possiede sia la partecipazione di controllo in Christian Dior Se sia quella nel colosso del lusso Lvmh, tramite la stessa Christian Dior Se e in parte direttamente, ha infatti annunciato il lancio di un’offerta pubblica per rilevare il 25,9% del gruppo di avenue Montaigne per un importo di circa 12 miliardi di euro. A oggi il magnate francese possiede il 74,1% del capitale del gruppo fondato da monsieur Christian Dior nel 1947 e quotato alla borsa di Parigi. Scendendo nello specifico, la società operativa Christian Dior couture, a cui fa capo il business moda a marchio Dior oggi affidato alla creatività dell’italiana Maria Grazia Chiuri, che guida la divisione donna, e del belga Kris Van Assche, a cui è affidato il menswear, verrà spostata dalla holding Dior a Lvmh, che pagherà 6,5 miliardi di euro. Al tempo stesso la famiglia Arnault lancerà una offerta pubblica di acquisto sulla finanziaria mettendo sul piatto 172 euro per ogni azioni Dior, più 0,192 azioni Hermes international, ovvero quelle azioni legate alla griffe francese della famiglia Dumas che Bernard Arnault aveva in portafoglio dal 2014. L’offerta per le azioni di Dior in pratica è strutturata per due terzi in cash e per il resto in titoli di Hermes, con un premio del 14,7% sui prezzi di ieri e del 18,6% sulla media dei valori dell’ultimo mese. Comunque gli Arnault daranno anche la possibilità di scegliere tra un pagamento completamente in cash, proponendo 260 euro per azione, o completamente in azioni Hermes, con uno scambio di 0,566 Hermes ogni Dior, nel limite di un pagamento complessivo di 8 miliardi cash e 8,9 milioni di azioni Hermes. Con l’operazione annunciata oggi la famiglia Arnault si libera dunque definitivamente delle azioni di Hermes che deteneva nella propria cassaforte e che erano il frutto di un tentativo fallito di scalata a uno dei simboli del lusso francese (ad Arnault era rimasto l’8,5% del capitale di Hermes). Al termine della riorganizzazione la struttura del gruppo sarà dunque una catena che vedrà l’Arnault family group controllare il 100%, nel caso in cui tutti gli azionisti aderiranno all’offerta, della Christian Dior Se, che a sua volta controllerà il 41% delle azioni, e il 56,8% dei diritti di voto, del colosso di Lvmh, la quale avrà anche in pancia il 100% di Christian Dior couture. Fino a oggi, invece, l’Arnault family group controllava il 74,1%, e l’84,9% dei diritti di voto, della Christian Dior Se, che a sua volta controllava il 100% di Christian Dior couture e il 41% di Lvmh, con circa il 56,8% dei diritti di voto (la famiglia Arnault, in maniera diretta, ha inoltre un pacchetto di azioni Lvmh pari al 5,8% del capitale che valgono circa il 6,3% dei diritti di voto). In seguito al deal la maison, che ha chiuso il primo trimestre dell’anno in corso con un fatturato di 506 milioni di euro in corsa del 18%, entrerà direttamente a far parte del portafoglio di Lvmh dove già gravitano i profumi e i cosmetici della divisione Dior beauté e diventando il secondo marchio per importanza nel polo di Arnault, dopo Louis Vuitton e prima di Fendi. «L’operazione è una pietra miliare per il nostro gruppo», ha spiegato Bernard Arnault ieri mattina durante la conference che ha illustrato i dettagli del deal tra Lvmh e Dior, entrambi quotati a Parigi. «Un’operazione che permette la semplificazione delle strutture, lungamente chiesa dal mercato, e che aiuta il rafforzamento del polo moda e pelletteria di Lvmh. Dior è uno dei marchi del lusso più iconici al mondo (vedere box nella pagina accanto)». Il mercato borsistico e gli analisti sembrano aver accolto positivamente l’intero deal che era auspicato da diversi anni. Unica nota dolente, la valutazione di Christian Dior couture pari a 6,5 miliardi di euro, ossia circa 15,6 volte l’ebitda della griffe che negli ultimi cinque anni ha praticamente raddoppiato le vendite chiudendo il 2016 a 2 miliardi di euro, con un ebitda di 418 milioni di euro e un risultato operativo di 270 milioni. Gli analisti hanno dunque puntato l’indice sul prezzo pagato da Lvmh per la maison Dior, considerando molto elevato e ben al di sopra delle loro valutazioni che vedevano il valore della società intorno ai 4 miliardi di euro. Analisti a parte Lvmh, che al termine dell’operazione sarà la sola società quotata alla borsa di Parigi, nella giornata di ieri ha messo a segno un +3,9% chiudendo a oltre 223 euro. Performance positiva anche per Dior, che dopo il rally che ha caratterizzato tutta la giornata ha chiuso la sessione borsistica a +11,1% per 252 euro. Meno bene è invece andata ad Hermes, che a fine contrattazioni ha lasciato sul terreno il 4,5% chiudendo a 440,75 euro. 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