12 Maggio 2017

Aeffe cresce (+4,4%) e rinnova con Alberta Ferretti

Il gruppo chiude il trimestre stupendo gli investitori e mettendo a segno ricavi per 79,6 milioni di euro a fronte di un ebitda per 15,4 milioni (+11%) e utile netto volato del 41%. Rinnovato, per un triennio e con un compenso annuo di un milione di euro lordi, il contratto con la designer, anima della linea ammiraglia che nel periodo è salita del 14% toccando i 9,6 milioni

di Fabio Gibellino

Aeffe cresce (+4,4%) e rinnova con Alberta Ferretti

Un primo trimestre oltre le aspettative degli investitori, che ha fatto volare il titolo in Borsa (+10,3%) e suggellato con il rinnovo per un triennio a un milione di euro all’anno, lordi, per Alberta Ferretti nella veste di direttore creativo. Così il gruppo Aeffe, che ha chiuso il periodo con ricavi per 79,6 milioni di euro (+4,4% a cambi correnti), con un ebitda da 15,4 milioni (+11%) e un utile netto da 8,1 milioni di euro (+41%). Risultati resi possibili dalle performance dei marchi di proprietà, con Moschino a +7% per 53,3 milioni di euro, Alberta Ferretti a +14% per 9,6 milioni, Pollini a +13,2% per 8,4 milioni e Philosophy di Lorenzo Serafini a +15% per 5,6 milioni. «Il primo trimestre è stato assolutamente positivo e abbiamo superato le aspettative degli investitori», ha detto a MFF Marcello Tassinari, direttore generale del gruppo. «Devo dire che ne siamo particolarmente soddisfatti».

Anche l’indebitamento è in netto miglioramento...

Sì, era già sceso al 31 dicembre, ma abbiamo intenzione di continuare nella riduzione nonostante sia già a un livello più che sostenibile. Fare cassa è sempre una buona regola e in futuro potrebbe permetterci di fare investimenti senza chiedere finanziamenti.

Come valuta i risultati in termini geografici?

L’Italia sta andando molto bene, con tutti i marchi, l’Europa tiene nonostante i problemi in alcuni mercati e la Russia finalmente torna a crescere.

Gli Usa invece come stanno performando?

Sono in calo perché il lusso sta soffrendo le performance dei department store che, a loro volta stanno soffrendo il mercato online. Detto questo, per noi sono i marchi in licenza a essere in difetto, quelli di proprietà sono stabili.

Quali sono le ricette con cui affronterete il futuro?

Il nostro obiettivo è quello di lavorare sul prodotto, magari sulle capsule che permettono al cliente di by-passare il department store in questo momento.

Anche il resto del mondo non sembra rispondere bene...

In realtà, per noi, quella flessione è data solamente dal timing delle spedizioni.

Come va l’e-commerce?

Ora vale circa il 7% e per il futuro stiamo studiando la migliore strategia di crescita, che comunque sarà su base omnichannel.

A cosa è dovuta la riduzione dei negozi in franchising?

Stiamo riposizionando i negozi Moschino, soprattutto in Far east, perché siano in linea con quella che è la nuova identità del marchio con l’avvento di Jeremy Scott. Per l’anno abbiamo in mente di aprire tra i 10 e i 15 nuovi franchising.

E per i Dos?

Abbiamo in programma un’apertura a Shanghai a insegna Alberta Ferretti nel mese di settembre.

Ha un significato particolare il rinnovo triennale con Alberta Ferretti?

No, riguarda il suo ruolo di direttore creativo del brand, ed è un’operazione di routine per un periodo standard, lo abbiamo comunicato perché Alberta Ferretti è anche azionista.

E gli altri?

Di recente lo abbiamo rinnovato anche a Lorenzo Serafini, anima del progetto Philosophy di Lorenzo Serafini che sta crescendo bene (+15%, ndr). Quindi siamo a posto per i prossimi due o tre anni.

Stime per il 2017?

Molto buone, abbiamo avuto un +13% sugli ordinativi appena conclusi dell’autunno/inverno 2017 per tutti i nostri marchi. Cosa che ci permette di guardare al 2017 con ottimismo.

Prossimo appuntamento nell’agenda del gruppo?

Sarà per l’8 giugno al Milk di Hollywood con la sfilata delle collezione uomo e della pre-collezione donna primavera/estate 2018 di Moschino. Che con Jeremy Scott sta vivendo un momento di grande successo. (riproduzione riservata)