17 Maggio 2017

Max Mara scommette sulla lana

Il marchio ammiraglio del gruppo emiliano da 1,38 miliardi di euro di ricavi ha svelato ieri a Milano la prima tappa del tour mondiale legato al progetto realizzato con The Woolmark company che toccherà Londra, Mosca, Pechino e Sydney. «Questo è sempre stato un materiale fondamentale per il nostro brand», ha spiegato a MFF il fashion director Laura Lusuardi

di Chiara Bottoni

Max Mara scommette sulla lana

Max Mara e The Woolmark company appongono un sigillo sulla loro collaborazione di lunga data con un progetto celebrativo delle qualità della lana merino, fibra sempre più richiesta dal mercato dell’abbigliamento. Partendo dallo store milanese del marchio ammiraglio del gruppo da 1,38 miliardi di euro di ricavi, ha preso ufficialmente il via ieri la Wool week, una settimana di incontri con le top client mondiali della casa di moda per presentare la collezione Wool denim autunno-inverno 2017/18, già in vendita worldwide. Una capsule di capi versatili, realizzata in tessuto denim 100% lana merino e tinta con una colorazione indaco ecologica, che andrà a comporre il guardaroba trasversale di una donna business. «La lana è sempre stata un materiale fondamentale per il nostro marchio e, grazie a questa iniziativa, intendiamo comunicarne il valore speciale a tutte le consumatrici», ha sottolineato con MFF Laura Lusuardi, fashion director di Max Mara. «Gli ingredienti della lana sono aria, acqua, erba e sole. È una fibra naturale, sostenibile e biodegradabile. È duttile, confortevole, resistente e senza stagione. In più gode di una fluidità naturale, che la rende perfetta per creare capi dalla molteplice vestibilità». L’evento milanese di ieri, che sarà poi replicato nei prossimi giorni a Londra, Mosca, Pechino e Sydney, ha avuto come scopo proprio quello di avviare un dialogo con la consumatrice finale (non a caso è stata realizzato a Reggio Emilia un incontro di formazione specifica con tutte le store manager del brand), che porterà, dalla prossima stagione, a marchiare con il logo ufficiale tutti i capi realizzati al 100% in lana merino all’interno delle collezioni Max Mara. «Il consumatore contemporaneo è sempre più esigente e pretende di capire al meglio il tipo di prodotto che acquista», ha poi proseguito Fabrizio Servente, global strategy advisor di The Woolmak company, realtà che fa capo alla società non profit Awi-Australian wool innovation e che raggruppa oltre 24 mila allevatori australiani di lana merino. «Perciò abbiamo pensato di organizzare con Max Mara un’iniziativa di questo tipo, considerando anche il fatto che la famiglia Maramotti (proprietaria del marchio, ndr) è da sempre sostenitrice della lana e ha una partecipazione nello storico lanificio biellese Tollegno 1900». Un matrimonio felice, che riflette il buon andamento della lana merino in generale, protagonista in queste ore anche degli Internazionali Bnl 2017 di tennis in scena fino al 21 maggio a Roma. The Woolmark company è stata infatti confermata anche quest’anno partner del marchio Australian (vedere MFF del 10 maggio). «Nel corso degli ultimi dodici mesi, la lana ha dimostrato di attraversare un periodo di grande dinamismo», ha sottolineato Servente, «grazie a un sensibile aumento dei prezzi a doppia cifra e al conseguente raggiungimento di quotazioni che non si vedevano da decenni, conseguenza dell’aumento della domanda di lane fini. Una conferma del potenziale di questa fibra nonché del buon lavoro che, come associazione, abbiamo svolto a livello internazionale. Questo incremento dei prezzi è stato accolto positivamente dai tessitori, che hanno dato visibilità al valore aggiunto dell’industria dell’alto di gamma rispetto ai prodotti cinesi a basso costo. Altro dato positivo», ha poi concluso, «è quello relativo al primo posto ricoperto dall’Italia nella statistica mondiale di consumo della lana fine, seguita da Gran Bretagna e Germania. Una conferma della presenza, nel nostro paese, di una cultura di questa fibra molto elevata». (riproduzione riservata)