24 Maggio 2017

Il freestyle urbano di Valentino

Multiculturalità, diversità e contemporaneità sono le parole chiave della resort 2018 svelata ieri a New York dalla griffe di Mayhoola. «Questa è la città che rappresenta al meglio la ricchezza della società odierna e che meglio può raccontare la mia idea di moda», ha detto il direttore creativo Pierpaolo Piccioli

di Chiara Bottoni (New York)

Il freestyle urbano di Valentino

Freestyle vs lifestyle. L’epoca dei codici preconfezionati nel vestire è ormai un lontano, lontanissimo, ricordo. I tacchi alti per l’eveningwear, la pelliccia nelle occasioni formali o lo sportswear per fare sport sono codici preconfezionati che appartengono al passato. La società oggi è un melting pot culturale, un amalgama di identità differenti e di ispirazioni multietniche che traggono nuova linfa dalle strade delle metropoli, a partire da New York. Location confermata, anche per questa stagione, dalla maison Valentino come teatro di presentazione della sua pre-collezione, la resort 2018. «New York è il luogo ideale dove poter raccontare questa mia idea della moda oggi», ha sottolineato con MFF Pierpaolo Piccioli, direttore creativo del marchio di Mayhoola for investments, «una città che pulsa grazie all’energia della gente che ci vive, che rappresenta al meglio la ricchezza della società contemporanea, attraverso i suoi quartieri, soprattutto le sue periferie, culla di nuove forme di cultura». Come il Bronx degli anni 70, dove nacque l’hip hop, il sound scelto per scandire, remixato a una base di musica classica, la sequenza dello show, ospitato in un loft di Bond street a NoHo. Un amalgama di mondi, con accenti sullo sportswear, diventato il nuovo daywear, sulle culture altre, sul romanticismo, insito nel dna di Valentino, e sullo street style legato alla cultura funky. Grazie a un rimaneggiamento di codici, tutto ciò prende possesso di un guardaroba classico, rivisitandone il dna attraverso scomposizioni, dettagli di texture e riletture delle funzioni d’uso. Il trench, realizzato in tessuto tecnico e profilato da un piping che sottolinea il fare del processo creativo, diventa abito, il cappotto è rivisitato nei volumi mimando quelli di un bomber, ricami di ramage e pizzi romantici si stagliano su maglie di acetato, indossate con ampi pants segnati da bande laterali. Felpe zippate sdrammatizzano i long dress eterei, mentre pellicce da Tenenbaum si posano su candidi abiti romantici. I colori squillanti, come il rosa o il verde brillante, accentuano l’anima sportiva di questa collezione che, ancora una volta, porta il segno di una collaborazione con Zandra Rhodes, le cui stampe di lipstick pop e di bocche funny sono utilizzate da Pierpaolo Piccioli come decoro di abiti e bomber. Questo scardimento di convenzioni prende possesso anche degli accessori: dalle bag, come la Spike proposta con borchie bianche di gomma o i modelli frutto del recycle di denim e tessuti militari, alle scarpe, come in sandali portati con un calzino sportivo, le infradito e le sneakers in pelliccia o le ciabattine con matelassé di borchie.

Giudizio. Pierpaolo Piccioli conferma la sua abilità nel saper rinverdire il Dna di Valentino, guardando a un pubblico giovane e fresco e traducendo il sogno in qualcosa di reale, tangibile, ma non per questo meno seducente, che prende vita sulle strade, accompagnando la rivoluzione dei tempi. (riproduzione riservata)