30 Maggio 2017

Guccification

Divi e divinità, Rinascimento e streetstyle nella collezione disegnata da Alessandro Michele che sceglie di sfilare nelle sale del fiorentino Palazzo Pitti

di Stefano Roncato (Firenze)

Guccification

Gli occhi nei dipinti scrutano dalle loro tele. Una magia. Ritratti che sembrano seguire con lo sguardo il passaggio dei modelli di Gucci. Che con la cruise 2018 sceglie di ispirarsi ed esaltare l’essenza artistica della galleria del fiorentino Palazzo Pitti. Moquette giallo squillante per terra, suonatrici d’arpa, riflessi di luci improvvise. Anzi una Guccification, per citare il messaggio che compare su una delle maglie. «Nasce dai social, i ragazzini l’aggiungevano sotto i post», ha spiegato a MFF Alessandro Michele, mente creativa di Gucci (vedere box a pagina II). Anzi Guccy con la Y decorato anche sugli abiti per continuare quel processo di distorsione che viene dal reale, dallo streestyle. Come la sua collezione che in 115 uscite diventa una wunderkammer di visioni che spaziano tra un moderno Olimpo e Hollywood. GG intarsiato su cappe e pellicce. Corone d’alloro in testa o portate a mano come nuove divinità. Accenti sportivi in leggings e cinte elasticizzate. Cuffie per citare il Rinascimento e Lorenzo il magnifico, in fondo qui siamo a casa sua, in quel luogo che ha visto il tornare a splendere le arti e la cultura. Ecco spuntare perle delle dame, che diventano decor per incastonare il viso, da usare sulle sopracciglia o come nei piercing per i capelli. Brillano come quel diluvio di cristalli su maglie e gonne, di logo sulle calze, tra citazioni floreali oriental e donne yeti-couture, avvolte in una nuvola candida che ricorda montagne da guardare. E meditare. In fondo la sfilata inizia con un musica come una preghiera buddista. (riproduzione riservata)