30 Maggio 2017

L’ice punta sulle pmi con il piano alti potenziali

Il progetto interesserà 30 aziende made in Italy tra i 50 e i 150 milioni di euro di giro d’affari che potranno beneficiare di una serie di consulenze mirate di Boston consulting group e di PricewaterhousCoopers. Il bando di gara scadrà il prossimo 18 giugno

di Fabio Gibellino

L’ice punta sulle pmi con il piano alti potenziali
Look di Elisabetta Franchi

Si chiama Alti potenziali e il suo obiettivo è quello di aiutare le Pmi a crescere sempre di più in termini di competitività internazionale. Questo è il nuovo progetto ideato da Ice-Istituto nazionale per il commercio estero e che interesserà 30 aziende appartenenti al comparto dei beni di consumo e specializzate nei settori moda, persona e casa. Per poter accedere al programma però si dovrà partecipare a un bando pubblicato sul sito dell’Ice (ice.gov.it), che scadrà il prossimo 18 giugno, e bisognerà rispettare alcuni requisiti ben precisi, tra i quali aver registro un fatturato medio annuo compreso tra i 50 e i 150 milioni di euro nell’ultimo triennio, il 30% del quale, come minimo, dovrà essere realizzato in esportazioni. Una volta selezionati da un commissione composta da rappresentanti di Ice, Sace-Istituto per i Servizi assicurativi del commercio estero e Cassa depositi e prestiti, si inizierà un percorso il cui scopo, come ha spiegato a MFF Antonino Laspina, direttore coordinamento marketing di Ice: «È la crescita organica dell’azienda e delle sue performance, per questo abbiamo studiato un affiancamento di carattere innovativo, dove l’intervento non riguarderà solo fiere e mercati ma, soprattutto, avrà lo scopo di elaborare un piano strategico completo». E se il punto di partenza: «Non è il posizionamento di mercato delle singole aziende, ma la loro capacità di essere presenti su di esso. In sostanza», ha poi continuato Laspina, «Alti potenziali è destinato a quelle realtà che potrebbero crescere molto sui mercati, ma che per una serie di ragioni, dalla mancanza di risorse alla struttura interna, stazionano in una sorta di limbo che sì le lascia performanti, ma che in realtà non permette loro una piena espressione». Il percorso di formazione avrà come supporto gli specialisti di Pwc–PricewaterhouseCoopers e, in alcuni casi, degli esperti di Boston consulting group, partner selezionati attraverso una gara comunitaria. Per una serie di interventi che Erika Andreetta, partner Pwc e consulting leader retail e consumer: «Funzioneranno come acceleratore del progetto di internazionalizzazione, focalizzandosi innanzitutto sul potenziale derivante da un approccio multicanale alla distribuzione, agevolando l’accesso di questi prodotti sui nuovi canali online di acquisto rivolgendoci soprattutto alla generazione Millennials, che ha un approccio all’acquisto guidato da tecnologie, strumenti e anche valori, come l’attenzione alla sostenibilità, totalmente differenti», ha concluso Andreetta. (riproduzione riservata)