1 Giugno 2017

Jeckerson estingue il debito e inizia il rilancio

Il marchio di Stirling square capital partners da 30 milioni di fatturato ha presentato un piano di riposizionamento che coinvolgerà tutte le aree operative. Con l’idea di toccare i 40 milioni di euro nel 2020.

di Valentina Nuzzi

Jeckerson estingue il debito e inizia il rilancio

Jeckerson è pronta a scrivere un nuovo capitolo nella sua storia. Il marchio di casualwear fondato a Bologna nel 1995, che dal 2008 fa capo per oltre il 98% al fondo inglese Stirling square capital partners, ha presentato ieri a Milano il suo nuovo business plan, frutto dell’estinzione dei debiti per 90 milioni di euro che gravavano sull’azienda. Il 24 aprile di quest’anno, infatti, Jeckerson ha ottenuto l’omologa da parte del Tribunale di Bologna sulla proposta di concordato preventivo in continuità presentata dalla società negli scorsi mesi (vedere MFF del 17 febbraio), che ha visto al contempo l’ingresso nel suo capitale delle tre banche che detenevano la maggior parte del passivo, Monte dei paschi di Siena, Unicredit e Ge capital, attraverso azioni di classe B. Come risultato di questo processo di ristrutturazione finanziaria, il marchio, che è riuscito comunque a mantenere inalterato il suo organico (circa 180 dipendenti) e la sua rete di fornitori e clienti, ha dato il via a una strategia di riposizionamento con un focus sull’Italia che coinvolgerà tutte le aree operative, dal prodotto alla distribuzione, passando per la ridefinizione di un core target più giovane e le attività di marketing. Quest’ultimo, in particolare, è al centro dell’intero programma di rilancio. «Non apriremo nessun nuovo punto vendita, ci occuperemo di rinnovare l’efficienza di quelli esistenti attraverso operazioni di restyling e di comunicare al meglio i nostri prodotti, per valorizzarli e avvicinarli al consumatore finale», ha spiegato a MFF Gian Maria Argentini, amministratore delegato del gruppo. «Vogliamo ripartire dal nostro capo icona, il pantalone con la toppa, e rileggerlo in chiave contemporanea attraverso la collaborazione con artisti e progetti digital», ha aggiunto. Per quanto riguarda il fatturato, invece, per l’esercizio in corso Jeckerson stima ricavi sostanzialmente in linea con i 30 milioni di euro del 2016, con l’obiettivo di raggiungere quota 40 milioni di euro nel 2020. Oltre al rinnovo di alcune boutique chiave, che prenderà il via ad agosto con il restyling del punto vendita di corso Matteotti 1 a Milano, Jeckerson prevede di ampliare la sua offerta, grazie all’ingresso di nuove licenze, e di rilanciare la linea donna. Per finire, Argentini non ha escluso la possibilità di aprire il capitale dell’azienda a nuovi azionisti: «Questo non significa che siamo in vendita, ma che siamo più vendibili rispetto al passato», ha concluso l’ad. (riproduzione riservata)