13 Giugno 2017

Piquadro cresce (+9,5%) e con The Bridge punta alla vetta dei 100 milioni

Il gruppo chiude l’esercizio 2016/17 a 75,91 milioni di euro di fatturato con ebitda pari all’11,6% dei ricavi «Sono dati salienti, a testimonianza di un imponente cash flow, tenendo conto che nel periodo sono stati anche pagati circa 2 milioni di dividendi», ha spiegato il numero uno Marco Palmieri. Andrea Guolo (Bologna)

Piquadro cresce (+9,5%) e con The Bridge punta alla vetta dei 100 milioni
Marco Palmieri

Piquadro archivia in positivo il bilancio 2016/17, con un fatturato in crescita del 9,5% e una generazione di cassa tale da aver quasi azzerato il carico del debito per l’acquisizione di The bridge. L’indebitamento del gruppo è aumentato di 1,5 milioni di euro a fronte di un consolidamento di 8,4 milioni di debito finanziario della società fiorentina acquisita all’80% alla fine dello scorso anno (vedere MFF dell’11 novembre) e di circa 4,6 milioni di euro sborsati per il deal, i pagamenti differiti e l’opzione per assicurarsi il rimanente 20 percento. I ricavi dell’esercizio chiuso il 31 marzo salgono a 75,91 milioni di euro, la redditività misurata in ebitda è di 8,79 milioni ed è pari all’11,6% del fatturato consolidato, l’utile netto consolidato si ferma a 3,4 milioni con un decremento del 12,2% rispetto ai 3,8 milioni del periodo 2015/16. «Sono dati salienti, a testimonianza di un imponente cash flow, tenendo conto che nel periodo sono stati anche pagati circa due milioni di dividendi», ha spiegato a MFF Marco Palmieri, presidente e amministratore delegato della società bolognese. La capogruppo Piquadro ha aumentato le vendite dello 0,8%, per un controvalore di 67,24 milioni di euro, grazie al mercato europeo cresciuto del 14,5% con l’Italia in tenuta, mentre nel resto del mondo ha scontato il calo dell’area asiatica registrando un decremento del 21,3%. Guardando in prospettiva, il gruppo si prepara a raccogliere i risultati delle sinergie avviate tra i brand Piquadro e The Bridge e punta ad avvicinarsi ai cento milioni di ricavi crescendo con tassi simili o superiori a quelli già registrati nei dodici mesi precedenti. «Abbiamo portato The bridge velocemente a break even», ha aggiunto Palmieri, «ottenendo progressi su base like for like tra il 20 e il 30% nei suoi negozi monomarca. Il brand ha funzionato subito grazie ai suoi contenuti qualitativi, frutto di lavorazioni tipicamente toscane e di cura straordinaria per i dettagli. Per rilanciare The bridge è bastato tornare ai valori che la contraddistinguono e inserire qualche prodotto più fresco». Nel frattempo è partito il programma per affidare allo stabilimento di The bridge una parte della produzione made in Italy a marchio Piquadro, relativa alle borse femminili e ad alcune linee di cartelle per l’uomo. «Questa scelta comporterà un’accelerazione del reshoring. Già ora il 25% della produzione totale di Piquadro è made in Italy, mentre con The bridge siamo praticamente al 100%». (riproduzione riservata)