17 Giugno 2017

Il freedom-wear di Pompilio

Lo stilista immagina una collezione spring-summer 2018 che è un compendio di istruzioni di viaggio. «In vacanza tendo a spogliarmi di tutto quello che ho: cambio atteggiamento e tento d’apparire il meno possibile», ha detto a MFF il designer.

di Francesca Manuzzi

Il freedom-wear di Pompilio
Un look spring-summer 2018 di Andrea Pompilio

Destinazione Messico, con un volo in partenza dalla città. Addosso, l’abito reduce dalla giornata in ufficio, nel bagaglio a mano un mix di look liberi, scelti pensando soltanto alle vacanze. Così, l’uomo di Andrea Pompilio per la primavera-estate 2018, parte per un viaggio con ticket aperto verso terre selvagge, baciate dal sole, dove l’ideale è evitare lo show off. «Amo i luoghi molto wild, come il Sud America», ha spiegato a MFF lo stilista. «Tendo a spogliarmi di tutto quello che ho: non porto l’orologio, cambio atteggiamento, tento d’apparire il meno possibile e compro duemila braccialetti di tessuto». Con in mente le sue abitudini, il designer ha studiato un guardaroba che bandisce i capi utilizzati durante l’anno e permette di non essere bollati come turisti appena solcato il nuovo territorio da esplorare. «In casa ho due box di vestiti delle vacanze. Bermuda, costumi, ma anche t-shirt che sono finite per sbaglio nella lavatrice con la candeggina», ha proseguito Pompilio. Che quei pezzi ideali («Sono l’esplosione massima dell’estate, perché quando si inizia a lavorare sulla collezione si è già proiettati verso le ferie») li mixa alle giacche over, a due o tre bottoni quadrettate o Madras, dalla spalla scesa, editate rilavorando il cappotto invernale a uovo, con toppe sui gomiti in maglieria a coste inglese. Spira un vento preppy ed etnico. Le felpe dai polsini tecnici, su cui bivaccano sinuose giraffe o dai taschini con ricamo ispirato ai sottobicchieri messicane si portano con bermuda da tennis in cotone lavato, calze a mezzo polpaccio dalle grafiche peruviane e sneaker da basket sgorganti di frange Navajo e perline di Murano. I bomber in acetato stanno sotto al classico completo AP insieme alle T-shirt girocollo anni 70 o con jeans scoloriti sul fondo, che urlano ancora una volta «Love me forever or never». Ma non è l’unico pezzo parlante, perché sulle felpe si posano lettere capitali, che suggeriscono dei mood, «Available» piuttosto che «Heaven» o l’etichetta gommata dei capispalla dichiara il marchio, a ricordare la targa portanome delle vecchie divise da lavoro. Tutto a definire un look loose, come concluso dal designer: «In estate abbiamo voglia di capi staccati dal corpo... C’è già l’afa a farci soffocare». (riproduzione riservata)