20 Giugno 2017

Munsoo Kwon, Etro, Sulvam, Damir Doma

Munsoo Kwon, Etro, Sulvam, Damir Doma

Chiara Bottoni

Gli yolos di Munsoo Kwon

Yolo-You only live once. È lo slogan del moderno individualismo, il termine usato oggi per indicare le persone che vivono alla giornata, prive di legami famigliari, votate a se stesse e a un totale narcisismo. Gli yolos, appunto. È a loro che racconta di essersi ispirato Munsoo Kwon per realizzare la sua collezione di debutto nel calendario di Milano moda uomo, come ospite speciale dell’Armani/Teatro. E se per Yolos il designer coreano intende i millennials cool, che amano mescolare capi di bella fattura a look sportivi, sartoriale a hi-tech, il messaggio è stato centrato in pieno. Una silhouette oversize è, infatti, la tavolozza su cui lavorare per costruire mix di tailoring, come i pants gessati abbinati a giacche dalle spalle architettoniche, sperimentazioni sartoriali, fra trench e pull dalle maniche giganti e citazioni alla cultura coreana, dove i giovani, durante il servizio militare, indossano pants ginnici, T-shirt e giacche camouflage. Il colore è una concessione divertente, che illumina la passerella, tra camicie percorse da stampe di piccoli fiori ed ensemble arlecchino. Piccolo vezzo, come quello di indossare paia di Nike Cortez scombinate.

Giudizio. «È uno dei momenti più belli della mia vita, non riesco ancora a crederci», ha raccontato emozionato lo stilista based in Seoul nel backstage. La prima prova in Italia lascia ben sperare in un futuro roseo per questa giovane etichetta. (riproduzione riservata)

 

Valentina Nuzzi

L’estate indiana di Etro

Le note strimpellanti del sitar risuonano nel giardino zen ricreato da Etro per svelare la sua collezione spring-summer 2018. La cornice più adatta ad accogliere una linea maschile battezzata proprio Indian summer, in omaggio ai viaggi che il nonno di Kean Etro, oggi anima creativa del menswear della maison, era solito intraprendere durante la stagione secca alla volta di Madras. Atmosfere che rivivono oggi in un’iconografia di vacche sacre, rane allucinogene, coppie tantriche, elefanti che protendono la proboscide verso il cielo e figure dei tarocchi, che si fondono con gli iconici motivi paisley provenienti dal vastissimo archivio della famiglia Etro. Una presentazione che rappresenta un punto di svolta nella storia della griffe, che, a partire da questa stagione, ha scelto di abbracciare il trend degli show co-ed (vedere MFF del 13 marzo). «C’è sempre stata una grande sinergia tra me e mia sorella Veronica (Etro, creative director della donna, ndr). Quando lei studiava ancora alla Central Saint Martins di Londra, e io mi occupavo sia dell’uomo che della donna, sono stato io a chiederle di entrare a far parte del team creativo come responsabile del womenswear. Credo nel matriarcato: lei è al centro di tutto per me», ha spiegato a MFF Kean Etro. «Quest’anno, il marchio celebra i suoi primi 50 anni di storia, per questo la scelta di portare entrambe le collezioni sulla stessa passerella è giunta in maniera naturale. Da due mesi stiamo lavorando a un progetto comune, sviluppando lo stesso tema attraverso le nostre personali visioni», ha poi continuato. In occasione di Milano moda donna, in agenda dal 20 al 26 settembre, Etro porterà quindi in passerella la sua linea femminile accanto a circa 20 nuovi look maschili, creati ad hoc da Kean Etro in un flusso di continuità creativa con il percorso estetico di sua sorella Veronica. Family business. (riproduzione riservata)

 

Barbara Rodeschini

Sulvam porta a Milano il tailoring emozionale

Seconda prova in Italia per Sulvam. Il marchio nipponico di menswear, che a gennaio ha sfilato a Firenze nel perimetro della collaborazione tra il salone toscano e la Japan fashion week, debutta ufficialmente nel circuito di Milano moda uomo con una collezione fresca e disinvolta sulle note del sartoriale maschile. In scena uomini e donne che raccontano la fluidità di uno stile che non lascia nulla al caso. Silhouette precise, disegnate con tessuti maschili dall’effetto goffrato, pelle biker e sovrapposizioni ad arte sono i codici di una stagione all’insegna della leggerezza. «Ogni collezione riflette emozioni e stati d’animo. In questo caso ho voluto trasmettere uno spirito di levità e gioia che mi rispecchia in questo periodo», ha detto a MFF Teppei Fujita anima creativa del marchio con un passato da Yohji Yamamoto. «In passerella ci sono uomini e donne in un’ottica che porta il menswear sartoriale in una dimensione genderless originale. Firenze e Milano poi sono centrali, anche se molto diverse, per il menswear e mi hanno dato grandi opportunità che intendo approfondire tornando a sfilare a Milano a gennaio».

Giudizio. Teppei Fujita dimostra di avere una visione contemporanea capace di coniugare l’idea bespoke alle avanguardie street. La collezione è moderna e ha un sapore decisamente cosmopolita. (riproduzione riservata)

Ludovica Tofanelli

I globetrotter concettuali immaginati da Damir Doma

«Diversification». È questa la parola chiave usata da Damir Doma per descrivere il concept dietro la sua spring-summer 2018, svelata all’interno degli ex Magazzini Raccordati. I depositi dismessi sotto i binari della Stazione centrale di Milano hanno accolto una collezione uomo e donna che esplora gli atti del viaggiare e del collezionare attraverso dei traveller contemporanei, ciascuno con la propria personalità da mostrare. «Ho cercato di esplorare il concetto della diversificazione, realizzando una collezione nella quale il pubblico potesse identificarsi e portando in passerella qualcosa di diretto. Capi reali per persone reali», ha spiegato a MFF lo stilista. Per un insieme mix and match in chiave cool, all’interno del quale trovano posto capi oversize, giochi di layering e asimmetrie, insieme a tocchi sartoriali e incursioni sporty, oltre a una serie di collaborazioni ad hoc. Sotto i riflettori la partnership con Lotto affiancata dalle calzature realizzate con Officine creative e dai gioielli firmati Slim Barrett. Senza dimenticare il sodalizio con Mykita.

Giudizio. Una collezione che ha tanto da raccontare. Per la prossima stagione estiva Doma sceglie un percorso più personale, costruendo un insieme che incuriosisce. Grazie anche alla decisione di declinare il tema della diversificazione nel casting. Accanto ai modelli, infatti, hanno sfilato amici del designer come l’editor in chief di A magazine curated by, Dan Thawley, e il rapper italiano Ghali. (riproduzione riservata)