30 Giugno 2017

Dior celebra 70 anni di moda

Il 5 luglio il Musée des arts décoratifs di Parigi inaugurerà la mostra «Christian Dior, couturier du rêve» che racconterà l’evoluzione della griffe, oggetto di un’opa da parte di Lvmh. «In 70 anni di attività la maison ha articolato la narrazione di una storia incredibile di cui sono onorata di far parte», ha detto a MFF il direttore artistico Chiuri

di Chiara Bottoni

Dior celebra 70 anni di moda

Settant’anni di storia e di rivoluzioni nel mondo della moda. Parigi si veste a festa durante i giorni della haute couture per celebrare il 70° compleanno della maison Christian Dior. Lunedì sera, dopo il défilé del marchio dedicato alla collezione di alta moda autunno-inverno 2017/18, il Musée des arts décoratifs aprirà le porte dell’exhibition «Christian Dior, couturier du rêve» a un selezionato numero di ospiti, per poi accogliere i visitatori dal 5 luglio al 7 gennaio 2018. In mostra oltre 300 creazioni couture, realizzate dal 1947 a oggi sia da monsieur Christian Dior, che firmò i primi dieci rivoluzionari anni di stile, sia dai suoi successori, ovvero Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferré, John Galliano, Raf Simons e Maria Grazia Chiuri, attuale direttore artistico delle collezioni donna di haute couture, prêt-à-porter e accessori della fashion house, e prima donna alla guida del marchio. «Nei 70 anni di attività, la maison Christian Dior ha articolato la narrazione di una storia incredibile, attraverso una polifonia di voci diverse, di cui sono onorata di far parte: progettando sogni, il nome Dior è diventato mito», ha spiegato a MFF Chiuri, al timone di una realtà che ha chiuso il primo trimestre 2017 a 506 milioni di euro (+18%). Accanto agli abiti saranno presentati, per la prima volta in maniera così esaustiva, anche schizzi d’atelier, fotografie di moda, documenti e oggetti fashion, come cappelli, bijoux, borse, calzature e flaconi di profumo su una superficie complessiva di 3 mila metri quadrati, trasformata in un suggestivo percorso visivo, che ha visto la partnership di Swarovski, autore della pietra Aurora borealis creata ad hoc per monsieur Dior. Percorso espositivo, curato da Florence Muller e Olivier Gabet, inaugurato dall’iconico tailleur Bar, simbolo del New look, che lascerà poi il posto agli outfit dalla linea ad A del giovane Saint Laurent, a quelli dal taglio maschile di Bohan, alla creatività flamboyante di Ferré e alla teatralità di Galliano, fino all’affermazione del minimalismo di Simons e all’espressione del moderno femminismo di Chiuri. Un cammino estetico che, negli anni, è stato supportato anche da una solida crescita economica, traghettata da Bernard Arnault che, nel 1984, rilevò la casa di moda finita in bancarotta per un franco simbolico. E, proprio nell’anno del 70° compleanno, Arnault ha voluto stupire nuovamente i mercati, annunciando un’opa del valore di 12 miliardi di euro sulla società Christian Dior couture attraverso Lvmh al fine di rafforzare il gruppo come un polo del lusso mondiale, che nel 2016 ha generato un fatturato di 37,6 miliardi di euro, in corsa del 5% (vedere MFF del 26 aprile). Come a ribadire che oggi creatività e business sono destinati ad andare sempre più di pari passo, nel rispetto però delle esigenze reciproche. (riproduzione riservata)