11 Luglio 2017

Rivoluzione smartwatch per
 Louis Vuitton

A 15 anni dal lancio dell’iconico Tambour il marchio ammiraglio di Lvmh battezzerà
il nuovo Tambour horizon, orologio hi-tech creato in Svizzera ma assemblato negli
Stati uniti, nella Silicon valley, grazie a una collaborazione tra la griffe, Android
e Google. Debutterà worldwide oggi in tre versioni unisex. «Questa maison ha il viaggio nel Dna... E il tempo è indissociabile dal viaggio», ha detto il numero uno Michael Burke

Rivoluzione smartwatch per
 Louis Vuitton

Un lancio mondiale, digital oriented, nella giornata di oggi. Louis Vuitton si prepara infatti a battezzare worldwide il Tambour horizon, primo smartwatch per il marchio ammiraglio del gruppo Lvmh. Il progetto hi-tech arriva infatti a 15 anni di distanza dal battesimo dell’orologio Tambour che ha segnato la storia della orologeria della fashion house, che con il segnatempo iconico era entrata a pieno titolo del mondo dell’orologeria. Oggi il nuovo lancio. Disegnato a Parigi, rispettando il design del modello storico, il neonato smartwatch vanta una nuova cassa concava e più sottile realizzata in Svizzera. Ma in realtà l’orologio è stato assemblato in America, nella Silicon valley, grazie a una collaborazione con Android e Google. Tanto da essere il primo orologio digitale che funziona in tutto il mondo, inclusa la Cina. Presentato in tre varianti unisex (Graphite, Monogram e Black) sarà in vendita da subito nelle boutique monomarca del marchio nel mondo, vantando 60 varianti di cinturino (30 da donna e 30 da uomo), 4 giga di memoria e la compatibilità con Android e iOS. Ma sarà solo il primo step di un progetto che vedrà la maison impegnata sul fronte
dell’orologeria, come ha raccontato in questa intervista a MFF il numero uno Michael Burke. Tanto che il lancio del Tambour horizon sarà supportato da una campagna adv ad hoc che verrà lanciata proprio in questi giorni. Perché gli orologi sono una categoria chiave per Louis Vuitton?
</Testo><Testo>Louis Vuitton ha il viaggio nel Dna. La maison è nata con il viaggio e oggi rappresenta il viaggio. Sia che si tratti di uno spostamento fisico o intellettuale, sia che si tratti di viaggiare sul proprio iPhone con una delle nostre iPhone cover. Il viaggio non è stato possibile finché non si è riusciti a misurare il tempo. E quando abbiamo lanciato l’orologio Tambour 15 anni fa, si rifaceva al primo orologio creato in Occidente nel 1540. Il tempo è indissociabile dal viaggio.
</Testo><Testo>Come è nato questo progetto hi-tech legato all’iconico orologio Tambour?  Quando Louis Vuitton lanciò il Tambour, nel 2002, la maison ha compiuto l’impresa più grande nell’arte dell’orologeria, ovvero riuscire a creare un design nuovo, unico. Tutto è già stato inventato. Gli orologi più venduti hanno un design sempre altamente riconoscibile, senza vedere il marchio. È un miracolo che Louis Vuitton, una maison che non è nata nell’orologeria sia riuscita a creare una forma iconica dal primo modello. E questo è accaduto 15 anni fa. Ed è cresciuto negli anni e diventerà ancora più forte da oggi. Siamo una masion di lusso che fa moda, non una maison di moda. L’orologeria è molto differente dalla moda e richiede una visione a lungo termine. Infatti i 15 anni del Tambour marcano un tempo lunghissimo nel fashion business.  Stiamo assistendo alla rinascita del Tambour.
Perché il mercato richiede questo tipo di prodotto ora?
<Oggi tutti noi abbiamo molti orologi e molti oggetti connessi. Siamo all’inizio di questo movimento, ma non posizioniamo questo orologio come un orologio da sport. Su questo segmento di mercato, tutti vanno in quella direzione ma non rappresenta il nostro messaggio e la nostra maison. Questo orologio è da indossare di giorno, al lavoro, di sera e in moltissime occasioni. Ha un’anima multiuso. tCosa significa il tempo per lei?
 Il tempo per me è lusso essenziale. Il mio primo orologio è stato un Tag Heuer, oro e nero. Mio padre mi portò a Ginevra a comprarlo ed era probabilmente per la mia prima comunione. Era un orologio con funzione diving e a quel tempo non facevo ancora immersioni. Poi quando ci trasferimmo in Florida l’ho utilizzato per le immersione e l’ho a tutt’oggi. (riproduzione 
riservata) Silvia Manzoni (Parigi)