13 Luglio 2017

New order à la Raf Simons

A New York un vicolo di Chinatown s’illumina di lanterne parlanti, con grafiche artsy di Peter Saville e strilli di vinili iconici Che raccontano: «L’unione delle culture», ha detto a MFF il designer belga. «Abbiamo evocato elementi del mio passato creativo, che spiegano tutto ciò che faccio oggi»

di Francesca Manuzzi (New York)

New order à la Raf Simons

Il treno corre sopra al Manhattan bridge, tetto metallico di un budello di Chinatown a New York. Romba come una pioggia battente su una strada sudata di umidità, percorsa dai ragazzi di Raf Simons per la primavera-estate 2018. Le lanterne cinesi parlano chiaro, con strilli dai vinili che hanno fatto la storia della musica. New order Fact. 50 1981 Movement, Atmosphere Joy Division 1979. Tutte grafiche firmate da Peter Saville, per un tributo all’art director star che ha da poco collaborato con Simons al re-design del logo di Calvin Klein, di cui lo stilista è direttore artistico. «Abbiamo evocato elementi del mio passato creativo, che raccontano ciò che faccio oggi», ha spiegato a MFF il designer. «Dalla musica, la new wave e il punk, ma non da un punto di vista estetico, più di attitude, fino al mio lavoro da Jil (Sander, ndr), Dior e ora Calvin (Klein, ndr), con un focus sulla qualità estrema». Le insegne luminose del New York supermarket di East Broadway suggeriscono replicants e i modelli che il designer ha pensato per il secondo show newyorkese della sua linea, solcano le pozze con stivali di gomma, realizzati in collaborazione con Adidas. Reggono ombrelli sbrindellati, ma illuminati, come spade laser da Skywalker, e borse e zaini frutto della liaison con Eastpak. Sono collegiali con capispalla ispirati alla couture mid 50s, vestiti con completi che mimano le movenze degli abiti tradizionali dei monaci tibetani, ma impressi di grafiche di Peter Saville. «Il messaggio principale è l’unione delle culture, la fusione tra quella asiatica e l’occidentale», ha proseguito Raf Simons. «Vivendo a New York questa commistione è più palpabile che in un paese del Belgio e un viaggio tra Cambogia, Chiang Rai e Chiang Mai in Thailandia mi ha aiutato ad approfondire la cultura locale. Sicuramente anche Blade runner ha un ruolo importante nel racconto, un film che mi affascina da sempre e dopo 22 anni (dalla fondazione del marchio, ndr) è arrivata la circostanza giusta per usarlo come riferimento». I replicanti sono androidi organici che vestono una non-uniforme che appaia la maglieria ingigantita, creata in tandem con Woolmark, al check siglato RS. «Nella storia di Blade runner bisogna capire chi siano i replicanti e chi gli umani ed è un riferimento chiaro a cosa sia oggi la moda», ha concluso lo stilista belga.

Giudizio. Raf Simons è un creativo vero, un genio della scenografia in questo caso, che dona alla New York fashion week: men’s un nuovo ordine, un momento da ricordare, a cui assistono anche Julianne Moore, Jake Gyllenhaal e A$AP Rocky, mentre bevono acqua Fiji con la cannuccia o birre Tsingtao. E applaudono, pronti per vedere il sequel della stagione successiva. (riproduzione riservata)