18 Luglio 2017

Smiley celebra 45 anni e oltre cento collaborazioni fashion

L’iconica faccia gialla che sorride, creata nel 1972, rafforza il suo legame con lo stile, tra co-lab blasonate e capsule collection con brand street come Palm Angels e Palladium, mentre ieri si è festeggiato il World emoji day, evento legato agli eredi emoticon. Alle spalle di tutto, una società da 260 milioni di dollari di turnover globale, il 40% generato dalla moda.

di Chiara Bottoni

Smiley celebra 45 anni e oltre cento collaborazioni fashion

Un’immagine divenuta iconica, conosciuta a livello universale e amata dal mondo della moda. Smiley, la faccia gialla sorridente inventata nel 1972 da Franklin Loufrani, è riuscita a trascendere tutte le barriere di linguaggio entrando nelle grazie del fashion dai livelli più alti delle passerelle sino al fast fashion delle grandi catene come Zara o H&M. Un successo celebrato ieri in occasione del World emoji day, la giornata mondiale dedicata agli emoticon, figli dello stesso Smiley, come ha raccontato a MFF Nicolas Loufrani, figlio di Franklin e presidente di The Smiley company, realtà da 260 milioni di dollari di turnover 2016 (circa 226,7 milioni di euro al cambio di ieri), che nel 2017 celebra il 45° anniversario dalla sua fondazione.

Qual è il segreto del successo senza tempo di Smiley?

Lavorare molto, essere creativi e presentarsi come una piattaforma di collaborazione con altre aziende, sviluppando una visione differente per ogni partner e per ogni livello di mercato. In più, la nostra forza è stata quella di aver lanciato due trend: il primo brand costruito intorno al concetto di felicità, creato da mio padre negli anni 70, e il trend degli emoticon, sviluppato da me vent’anni fa e diventato un nuovo Smiley, tradotto in icone trasformatesi in un linguaggio universale.

Con quanti marchi collaborate e qual è il ruolo giocato dalla moda nel vostro business?

A livello mondiale, collaboriamo con più di 260 licenziatari, di cui un centinaio sono legati alla moda, a tutti i suoi livelli. La moda ha generato circa il 40% del business complessivo della società, pari a 260 milioni di dollari nel 2016.

Come vi comportate con le aziende del fashion?

La nostra forza è quella di collaborare sia con brand di alto livello che con grandi catene, con marchi affermati e con giovani designer, andando a toccare sia il lusso che il mass market.

Quali sono i marchi fashion con cui lavorate?

Abbiamo lavorato con Fendi, con Moschino, da tre anni collaboriamo con Anya Hindmarch, con la quale è in corso un’esclusiva per la realizzazione delle borse in pelle di lusso, con Giuseppe Zanotti, con Moncler... Fondamentali sono poi i progetti con giovani brand dall’anima street, come Palm Angels, con cui è stata realizzata una capsule collection di grande successo.

Quali sono le partnership più recenti?

Quella con il marchio di booties Palladium, pensata per celebrare il suo 70esimo anniversario, e quella con Pretty green, marchio fondato da Liam Gallagher degli Oasis. Il legame con la musica è infatti un altro tassello fondamentale nella storia di Smiley, diventato icona per il movimento acid house tra gli anni 80 e 90.

Come vede il futuro del brand?

Vorremmo riuscire a fare sempre quello stiamo facendo oggi, mettendo la creatività in primo piano. (riproduzione riservata)