20 Luglio 2017

Fiat-Hydrogen, bis di moda

Le due realtà si alleano per la capsule di 1.957 pezzi destinata a celebrare i 60 anni dell’iconica 500 e battezzata 500byHydrogen. «Oltre a questo abbiamo altri progetti legati al mondo della felpa e sempre in un’ottica di limited edition... Ce ne sarà anche una fatta con l’intervento di Lapo Elkann e del suo team», ha spiegato a MFF il fondatore Alberto Bresci.

di Fabio Gibellino

Fiat-Hydrogen, bis di moda
Lapo Elkann e Alberto Bresci

Dopo la prima fortunata release di felpe, un nuovo episodio tratteggia la collaborazione tra Hydrogen e Fiat. Questa volta, e in serie limitata, il tributo, battezzato 500byHydrogen, è però dedicato ai 60 anni della più famosa delle auto torinesi: La 500. Alberto Bresci, fondatore e designer del brand celebre per le sue numerose collaborazioni, tra le quali quelle con K-Way, Superga, Mv Agusta, Lamborghini e Duvetica, ha raccontato a MFF la storia nascosta dietro questo progetto.

Quando è nato il progetto legato alla 500?

Fiat mi ha contattato a febbraio dicendomi che erano interessati a riproporre, come fatto 14 anni fa, un oggetto per i 60 anni della 500, dopo averci pensato, visto il successo precedente e considerata l’importanza di un’auto così iconica, ho accettato.

Questo progetto avrà un seguito con Fiat?

Sicuramente sì, perché sono talmente poche queste felpe, 1.957 come l’anno di nascita della 500, che non riusciremo a soddisfare tutte le richieste dei clienti. Quindi nelle intenzioni ci sono altri progetti sempre legati al mondo della felpa e sempre in un’ottica di limited edition che saranno lanciati di volta in volta. Ce ne sarà anche una fatta con l’intervento di Lapo Elkann e del suo team che personalizzeranno una felpa così come farebbero con una macchina.

Quale sarà la distribuzione? Più Italia o più estero?

Sarà internazionale perché il marchio Fiat e la 500 sono internazionali. Ma se per Hydrogen il mercato è 80% estero e 20% Italia, per questa felpa faremo al 50%.

Parlando di Hydrogen, che paese e cosa ha funzionato di più per voi nell’ultimo anno?

Il mercato più forte per noi è il Giappone, però quello che ha funzionato meglio rispetto agli ultimi cinque anni è stato quello italiano, che dopo un periodo di sofferenza generale, ha visto una bella rinascita. Poi abbiamo avuta grandi risultati dal nostro e-store.

Nel 2016 avete chiuso con ricavi per 12 milioni di euro: quali sono gli obiettivi di fine anno?

Puntiamo a fare un +15% spinti anche dal comparto del tennis, che era nato per gioco ma ci ha portato a essere nel settore il terzo marchio del mondo per awareness nell’abbigliamento dopo i due noti giganti del settore Nike e Adidas.

Prossime iniziative?

Negli ultimi due anni i paesi orientali ci hanno chiesto di produrre una linea golf, quindi dal 2018 nei negozi porteremo una linea golf. Poi ci saranno tante altre novità che stiamo valutando, anche perché fortunatamente abbiamo ricevuto molte richieste di collaborazione da altrettanti brand. (riproduzione riservata)