28 Luglio 2017

Gucci superstar (+45%) fa volare i conti di Kering

Il boom del marchio della doppia G, che chiude a 2,8 miliardi, mette il turbo al semestre del gruppo, che sale del 28% a 7,3 miliardi. Positiva la prospettiva per l’intero esercizio

di Chiara Bottoni

Gucci superstar (+45%) fa volare i conti di Kering

Kering archivia un semestre da record grazie, in particolare, alla performance eccezionale di Gucci (vedere box a pagina II). La società capitanata da François-Henri Pinault ha chiuso il periodo con ricavi consolidati per 7,3 miliardi di euro, in progressione del 28,2% a cambi correnti, proseguendo nel secondo trimestre (+25,4%) il trend favorevole avviato nel primo. Estremamente positivi sono anche i dati relativi ai profitti: il margine operativo lordo è infatti balzato del 57,1% a 1,27 miliardi, mentre l’utile netto del 77,6% a 825,8 milioni. Risultati che, come specificato da Pinault: «Sono oltre la media del settore e ci permettono di guardare con fiducia all’intero esercizio». Nello specifico, nei sei mesi la divisione legata ai marchi del lusso ha messo a segno un incremento del 29,7% a 5 miliardi, mentre la divisione sport & lifestyle ha chiuso a +16,1% per 2 miliardi. Kering eyewear ha infine contribuito con 162 milioni di euro di vendite consolidate. Tutti i mercati di riferimento hanno performato positivamente, con l’Europa occidentale cresciuta del 33,5% a cambi correnti, l’Asia Pacifico del 34,4%, il Nordamerica del 20,7% e il Giappone del 6,4%. Focalizzandosi sulla divisione marchi di lusso, quello che salta immediatamente all’occhio è il risultato messo a segno del canale retail, cresciuto del 34% con un +48% in Europa occidentale, un +39% in Asia Pacific, un +26% in Nordamerica e un +10% in Giappone. Le vendite online sono progredite del 50%, fino ad arrivare a pesare per il 4% sui ricavi, mentre il wholesale ha chiuso a +15%. Il contributo maggiore nel semestre arriva da Gucci, vero fenomeno fashion del momento con i suoi 2,8 miliardi di euro, anche se gli altri brand hanno realizzato risultati comunque significativi. A partire da Saint Laurent nell’era di Anthony Vaccarello, cresciuto del 29,7% a 710,8 milioni, con le vendite retail del secondo trimestre salite del 30%. Bottega veneta archivia invece il periodo con un +3,4% a 590 milioni, mentre gli altri brand hanno chiuso a +10,6% per 898 milioni con buoni livelli di profittabilità per Balenciaga, Alexander McQueen e Stella McCartney. Per la divisione sport e lifestyle, infine, fondamentale è stato il risultato di Puma (vedere MFF di ieri). (riproduzione riservata)