12 Agosto 2017

Mango cala nel 2016 ma vola nell’online

Il gruppo di fast fashion catalano ha chiuso l’anno fiscale con vendite in discesa del 2,9% per 2,26 miliardi di euro a fronte di un rosso di 61 milioni per costi di ristrutturazione. L’e-commerce, invece, è balzato del 25,6% per 294 milioni. Per il 2017, la società guidata da Isak Andic prevede un ritorno all’utile.

di Valentina Nuzzi

Mango cala nel 2016 ma vola nell’online

Il 2016 si è chiuso in calo per Mango, sebbene il business online del gruppo sia cresciuto notevolmente. Nei 12 nesi, il colosso del fast fashion catalano ha registrato vendite nette per 2,26 miliardi di euro, in ribasso del 2,9% rispetto all’anno precedente, a fronte di perdite per 61 milioni di euro, dovute in particolar modo ai cambi valutari sfavorevoli, alla ristrutturazione dell’apparato retail e all’apertura di un nuovo maxi centro logistico globale a Lliçà d’Amunt (Spagna). Anche l’ebitda del gruppo, che genera il 21% del fatturato sul mercato domestico e il restante 79% all’internazionale, è sceso da 170 a 77 milioni di euro nel 2016. Un trend di ripresa generale si è registrato tuttavia nel primo semestre del 2017, durante il quale la società guidata da Isak Andic ha migliorato la sua perdita di oltre 45 milioni di euro. A crescere in maniera significativa nei dodici mesi è stato invece il business online: le vendite sul portale web di Mango sono aumentate del 25,6% fino a quota 294 milioni di euro, il 13% del giro d’affari complessivo, che l’azienda mira a portare al 20% entro il 2020. Durante lo scorso anno, infatti, Mango ha investito per migliorare la fruibilità della sua piattaforma digitale, che ha registrato oltre 397 milioni di visite provenienti per il 60% da dispositivi mobili, e che è oggi disponibile in 83 Paesi. «Nel 2016 abbiamo approfondito il processo di trasformazione del modello di attività dell’azienda, il che ha portato a un abbassamento del nostro ebitda e, di conseguenza, una sofferenza nei profitti di quest’anno. I primi effetti di questa operazione sono visibili già dal settembre 2016 e questo ci fa ben sperare per il 2017», ha commentato Daniel López, vicepresidente esecutivo di Mango. «Negli ultimi 12 mesi, Mango ha fatto inoltre dei passi avanti nella professionalizzazione della propria struttura con l’introduzione di nuovi direttivi nelle aree retail, prodotto, cliente e tecnologia». Il brand con sede a Palau-solità, alle porte di Barcellona, che nel 2016 ha terminato anche l’accordo di licenza con i grandi magazzini JC Penney operando la chiusura dei suoi 440 corner in Usa, conta oggi una rete di 2.217 negozi sparsi attraverso 110 Paesi, di cui 191 megastore con una superficie media di 1.100 metri quadrati. Per il 2017, prevede un ritorno all’utile e un ebitda superiore ai 150 milioni di euro. (riproduzione riservata)